Continua lo sciopero dello straordinario per i lavoratori del petrolchimico che vogliono il rinnovo dell’accordo integrativo
Per Fim, Fiom e Uilm occorre dare il giusto valore al dialogo che ha portato, in questi anni alla firma dei protocolli di intesa su Salute e Sicurezza e contrasto al Covid. Ma per far questo serve, credere realmente nell’affermazione di un contesto di responsabilità sociale che per i metalmeccanici rappresenta un diritto da esercitare.
Gli appalti nel settore petrolchimico sono caratterizzati da un sistema fatto di precarietà e frammentazione, dove la competizione si sviluppa non sulla qualità dei processi produttivi e sul riconoscimento dei diritti dei lavoratori, ma attraverso pratiche di dumping contrattuale e della progressiva compressione dei diritti e della contrattazione collettiva. Gli impianti presenti sul nostro territorio sono gestiti da multinazionali o partecipate pubbliche che in questi anni hanno poggiato la propria ricchezza sul lavoro dei metalmeccanici. Lavoratori che non si sono mai fermati, sono stati tra i primi a fare i sacrifici durante il lockdown, continuando ad operare e hanno esercitato la pratica della contrattazione per produrre quei protocolli che in sicurezza hanno permesso alle aziende di realizzare profitto.
In questi giorni Mediobanca ha certificato che nel 2022 il potere di acquisto dei salari in Italia è crollato del 22%, in controtendenza ai profitti delle aziende che salgono del 26%. Srm Centro Studi e Ricerche nel primo bollettino del 2023 restituisce un quadro dell’economia siciliana in ripresa, ma a fare notizia è soprattutto la crescita dell’interscambio dei prodotti petroliferi dove la fa da protagonista la ISAB di Priolo, oggi passata Goi Energy, inoltre sempre Srm riporta che nel 2022 la produzione dei tre poli industriali di Siracusa, Gela e Milazzo vale poco meno di 12,2 miliardi di euro. Partendo da questi dati i metalmeccanici ribadiscono che sono disponibili al dialogo e al confronto, ma sono stanchi di essere trattati come lavoratori di serie B.
I metalmeccanici, che vivono in una condizione di precarietà e sfruttamento, aspirano ad una contrattazione di secondo livello capace di redistribuire parte di quanto “prodotto” con il loro impegno e il loro sacrificio, questo è il punto di partenza per continuare una trattativa vera sull’integrativo.
Fim, Fiom e Uilm rimangono aperti al dialogo, ma sono intenzionati a conquistare passo dopo passo elementi di diritto e dignità, che difenderanno fino alla fine con la dialettica e la mobilitazione generale se necessario.
Segretari Provinciali
Fim Cisl – Fiom Cgil – Uilm Uil
Angelo Sardella – Antonio Recano – Giorgio Miozzi
Immagini di repertorio












