Aggiornato al 09/04/2025 - 10:35
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Allarme Punteruolo Rosso: a rischio le palme storiche di Siracusa

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Il nuovo bando del verde pubblico esclude i trattamenti fitosanitari: Lealtà e Condivisione lancia l’allarme e chiede un intervento urgente

L’epidemia di punteruolo rosso torna a far paura a Siracusa. Dopo anni di resistenza al parassita che ha decimato le palme in gran parte della Sicilia, la città potrebbe perdere uno dei suoi patrimoni arborei più iconici. A lanciare l’allarme è il movimento civico Lealtà e Condivisione, che denuncia gravi lacune nel nuovo bando per la gestione del verde pubblico cittadino.

Nel documento diffuso alla stampa, la formazione guidata da Carlo Gradenigo sottolinea come il nuovo bando “oltre a dimenticare le potature, cancellare le scuole, ignorare le dotazioni tecniche e meccaniche minime necessarie ad assicurare un servizio dignitoso, ha di fatto sospeso ogni tipo di trattamento sulle centinaia di esemplari di palma che arricchiscono Siracusa.”

Secondo Lealtà e Condivisione, le prime avvisaglie del problema sono già visibili: “Un’epidemia oggi pronta ad esplodere con l’alzarsi delle temperature primaverili e a diffondersi a partire dalle decine di esemplari infestati e abbandonati a se stessi, dalla piazzetta del Viale Tica a Viale Santa Panagia, da Bosco Minniti al viale Tunisi.”

Il rischio, secondo il movimento, è duplice: una perdita ecologica e paesaggistica, ma anche un danno economico ingente, poiché la sostituzione di esemplari adulti di palma Phoenix dactylifera sarebbe di fatto impossibile in termini temporali e finanziari.

“Il Comune di Siracusa si renderà complice di un danno materiale di svariate centinaia di migliaia di euro nei confronti del patrimonio arboreo cittadino”, afferma Carlo Gradenigo. “Un danno irreparabile poiché non esistono fondi, né PNRR che possano ricomprare ‘il tempo’ che le piante hanno impiegato (30-40-50 anni) per crescere e diventare adulte.”

La richiesta rivolta all’Amministrazione è chiara: intervenire con urgenza su tutte le palme del genere Phoenix dactylifera presenti sul territorio, per evitare che l’infezione si diffonda e diventi incontrollabile.

Il comunicato si conclude con un invito alla riflessione: “Un fattore quest’ultimo che chi amministra la città dovrebbe imparare a tenere a mente e considerare nelle politiche di gestione del nostro territorio, preservando l’esistente.”

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