La camera del lavoro “LA BORGATA” lancia l’allarme su strade dissestate, rifiuti, sicurezza e servizi carenti. Chiesto un tavolo urgente al Comune per un piano straordinario di riqualificazione
La camera del lavoro “LA BORGATA” della CGIL di Siracusa torna a lanciare l’allarme sulle gravi condizioni di degrado in cui versa il quartiere Borgata, denunciando una situazione “inaccettabile” e chiedendo un intervento immediato da parte dell’amministrazione comunale. Secondo il sindacato, il quartiere è da anni ai margini delle politiche di riqualificazione urbana e sociale.
La denuncia della CGIL: “Borgata in stato di abbandono”
“La Borgata vive in uno stato di abbandono inaccettabile: strade dissestate, illuminazione pubblica scadente, rifiuti accumulati e servizi essenziali carenti,” si legge nella nota del direttivo della camera del lavoro di via Piave. “I cittadini sono stanchi di promesse non mantenute e chiedono risposte concrete.”
Tra le principali criticità segnalate:
- Rifiuti e discariche abusive frequenti, con assenza di controlli da parte degli organi competenti.
- Marciapiedi impraticabili e numerose buche sulle strade.
- Sicurezza compromessa da fenomeni di criminalità e spaccio di stupefacenti.
- Servizi sociali insufficienti, con centri aggregativi chiusi o in stato di abbandono.
Richiesto un tavolo urgente e un piano straordinario
Di fronte a questo quadro di degrado nel quartiere Borgata a Siracusa, la CGIL chiede un tavolo urgente con l’amministrazione comunale per definire un piano straordinario che includa:
- Manutenzione straordinaria di strade e spazi pubblici.
- Realizzazione di dissuasori di velocità e istituzione di una “zona 30” in via Piave.
- Potenziamento dei servizi di pulizia e sicurezza.
- Interventi sociali per giovani e famiglie in difficoltà.
- Mantenimento della biblioteca comunale.
- Garanzia di libero accesso al mare per tutti.
- Coinvolgimento dei residenti nelle scelte di riqualificazione.
“Borgata non è solo un quartiere, ma una comunità che chiede dignità,” conclude il comunicato. “Chiediamo alle istituzioni di ascoltare queste voci prima che la situazione precipiti ulteriormente.”







