Aggiornato al 10/12/2025 - 11:11
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Ex Province, in arrivo la fine degli incarichi gratuiti: il Presidente adeguato al Sindaco del capoluogo

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Una norma “last minute” nella Finanziaria regionale prevede l’adeguamento dell’indennità per i presidenti dei Liberi Consorzi al livello del primo cittadino del capoluogo. Si tratta della prevedibile fine del modello “gratuito”, inadeguato agli impegni dell’ente

In arrivo un possibile “ripristino di stipendio” per i vertici delle ex Province siciliane, con ricadute dirette anche per il Libero Consorzio di Siracusa. Una norma inserita all’ultimo minuto nella Legge di Stabilità, attualmente all’esame dell’ARS, potrebbe cambiare radicalmente il trattamento economico dei presidenti dei Liberi Consorzi.

L’articolo 128 del disegno di legge prevede che al presidente dell’ente intermedio venga riconosciuta “una indennità pari a quella del sindaco del comune capoluogo”. Se la norma dovesse superare il vaglio dell’aula, anche per Michelangelo Giansiracusa, attuale presidente del Libero Consorzio aretuseo, si prospetterebbe un adeguamento significativo.

Il salto da Ferla al Capoluogo

Giansiracusa, infatti, è sindaco di Ferla, un piccolo comune montano dove l’indennità di carica è parametrata alla popolazione residente ed è quindi nettamente inferiore a quella percepita dal sindaco di una città capoluogo come Siracusa. Con la nuova norma, invece, l’indennità verrebbe equiparata a quella più pesante del primo cittadino del capoluogo (attualmente Francesco Italia), indipendentemente dalla grandezza del comune di provenienza del Presidente.

Il fallimento del modello gratuito

Nonostante i buoni propositi, immaginare un impegno gravoso come quello di presidente del Libero Consorzio, ma anche delegato o consigliere, svolto per sempre in maniera gratuita, soprattutto per il territorio di Siracusa, sostanzialmente bloccato da 13 anni, era semplicemente impossibile. L’amministrazione della cosa pubblica non è un passatempo o un dopolavoro, ma un impegno costante, spesso senza orari, che deve avere la giusta remunerazione. La questione infatti non può ridursi alla quantificazione degli stipendi, ma deve sempre e comunque trovare un aggancio ai risultati ottenuti a fronte di quell’impegno di spesa. Ecco che allora le risorse spese per un ente ben amministrato e con risultati apprezzabili per tutti i cittadini si trasformano automaticamente in un investimento, viceversa non si può che parlare di sprechi.

Costi a carico dell’Ente

La novità ha un risvolto finanziario non indifferente: la cifra, che non sarà cumulabile con quella da sindaco (si dovrà scegliere la più alta), sarà interamente a carico del bilancio del Libero Consorzio. Fino ad oggi, l’ente si faceva carico solo dell’eventuale differenza, ma il nuovo meccanismo sposterebbe l’intero peso economico sulle casse di via Roma, aumentando le voci di spesa in un bilancio già storicamente sofferente.

Permessi retribuiti

La manovra introduce anche un’altra novità: il diritto ai permessi retribuiti per l’assenza dal lavoro per presidenti e consiglieri provinciali durante le giornate di convocazione dei Consigli (estendibili al giorno successivo se la seduta termina dopo l’una di notte). Anche questi oneri graveranno sui bilanci degli enti intermedi.

Oltre a Giansiracusa, la norma favorirebbe i presidenti eletti in primavera che guidano comuni non capoluogo, come Maria Rita Schembari (sindaca di Comiso e presidente a Ragusa) o Salvatore Quinci (sindaco di Mazara e presidente a Trapani).

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