Il presidente di Lealtà e Condivisione interviene: “Esistono progetto, fondi e priorità già definiti nel Piano d’Ambito, ma non se ne tiene conto”
“C’è un progetto previsto nel contratto Siam dal 2021 per l’eliminazione dei reflui dal Porto Grande di Siracusa, c’è la stessa opera inserita tra le priorità del Piano D’Ambito dei 21 Comuni della Provincia di Siracusa e ci sono i fondi (5 milioni di euro) nel Piano Economico Finanziario dell’ATI per la sua realizzazione il cui fine è l’allontanamento in mare aperto dei reflui depurati residui e inutilizzati ai fini agricoli e/o industriali.”
Lo afferma Carlo Gradenigo, presidente del movimento Lealtà e Condivisione, in un comunicato diramato in occasione della richiesta di Consiglio comunale aperto sulla questione dei reflui del Porto Grande.
Secondo Gradenigo, nel testo della richiesta di convocazione del Consiglio comunale “tutto ciò sembra ancora una volta non esistere”. Come si legge nel comunicato:
“La questione (si legge) prende le mosse da una delibera di giunta comunale del 2024” – “che in realtà non solo ignora tale progetto ma lo sostituisce con uno che vorrebbe collegare i reflui (già depurati dal nostro depuratore) non a valle bensì a monte del depuratore IAS, già sotto sequestro giudiziario per disastro ambientale, al quale la trasmissione Report ha di recente dedicato un’inchiesta per fare luce su un impianto civile utilizzato per scarichi industriali.”
Gradenigo esprime comunque apprezzamento per l’iniziativa dei consiglieri comunali proponenti:
“Siamo certi della bontà dell’azione portata avanti dai Consiglieri Comunali proponenti ai quali va il merito di aver finalmente posto la questione al centro dell’attenzione e del dibattito cittadino e come Lealtà e Condivisione siamo pronti a dare il nostro contributo.”
Ma al tempo stesso, il presidente del movimento invita a una riflessione più ampia sull’utilizzo delle risorse idriche depurate:
“Occorrerà, però, valutare attentamente tutti gli elementi e considerare l’acqua depurata e affinata del nostro depuratore come una risorsa da riutilizzare e non un rifiuto da allontanare. E soprattutto evitare che 12 mln di mc di acqua diventino una soluzione per ‘annacquare’ senza risolvere gli altrettanto gravi problemi di inquinamento ambientale della zona industriale.”




