Approvata all’unanimità la mozione del consigliere Ivan Scimonelli (Insieme): “Spostamento incongruente, serve equa distribuzione. Oltre 7.000 residenti a Epipoli sono senza servizio”
Il Consiglio comunale di Siracusa si esprime compatto, all’unanimità, contro la decisione di spostare la nuova sede farmaceutica in Viale Scala Greca, un’area già ampiamente servita da tre farmacie. L’aula ha approvato una mozione, a prima firma del capogruppo di “Insieme” Ivan Scimonelli , che impegna il sindaco Francesco Italia a intervenire con urgenza sulla Regione e sul Commissario ad acta per rivedere la scelta e tutelare il quartiere Epipoli.
La mozione, approvata questa mattina, definisce l’attuale pianificazione “incongruente” e lesiva del principio di equa distribuzione territoriale del servizio, come previsto dalla legge.
Il caso è esploso dopo le recenti determinazioni commissariali che prevedono di spostare la sede farmaceutica, originariamente destinata alla zona 2 (Epipoli), in Viale Scala Greca. La motivazione ufficiale sarebbe la “presunta indisponibilità di locali idonei” a Epipoli.
Un’ipotesi, però, che la mozione contesta duramente. Nel documento si fa riferimento a una Relazione Tecnica del 2025 che certifica, dati ISTAT alla mano, come il quartiere Epipoli conti 7.375 residenti totalmente privi di una farmacia di prossimità. Se si considera l’area allargata (zone 2 e 3), si arriva a oltre 15.000 abitanti senza un’adeguata copertura.
Non solo. Il documento cita anche una recente perizia giurata (14 ottobre 2025), redatta a seguito di un sopralluogo congiunto di ASP, Ordine dei Farmacisti e membri della III Commissione consiliare, che attesterebbe la presenza di locali idonei nel quartiere.
Per il Consiglio comunale, concentrare un altro esercizio in Viale Scala Greca, oltre a non rispondere ai bisogni dei cittadini, “compromette la sostenibilità economica delle farmacie” già esistenti.
Con il voto unanime, l’aula ha quindi impegnato il Sindaco Italia a trasmettere formalmente tutti i documenti alla Regione e al Commissario ad acta, chiedendo una nuova verifica ufficiale sui locali disponibili a Epipoli e promuovendo un tavolo tecnico per aggiornare la pianificazione sulla base dei reali dati demografici. Il messaggio politico è forte e chiaro: il commissario deve adeguarsi alle leggi e alle esigenze della città.






