Aggiornato al 12/03/2025 - 10:09
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Situazione anomala

Sicilia, CNA Fita: “Paradosso autostrada Augusta-Catania, vietata alle merci pericolose”

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L’associazione denuncia il divieto imposto dall’ANAS dal 2016: traffico deviato sulla SS114 con gravi danni per imprese e sicurezza

Un’infrastruttura strategica per la mobilità delle merci e delle persone, ma con un divieto che penalizza imprese e sicurezza: è il caso dell’autostrada Catania-Siracusa, dove da quasi un decennio il transito delle merci pericolose è interdetto per decisione dell’ANAS.

A denunciare questa situazione è la CNA Fita Sicilia, che sottolinea come il blocco sia in vigore dal 2016 a causa del mancato rispetto delle norme di sicurezza europee sulle gallerie del tratto Augusta-Catania. La motivazione? Danni causati da ripetuti furti di rame e materiale elettrico, che avrebbero compromesso l’impianto di illuminazione e ventilazione.

“Un fatto sconcertante”, afferma CNA Fita, “se si considera che questa arteria è stata inaugurata solo nel 2009 e oggi rappresenta un collegamento essenziale per il polo petrolchimico di Augusta”.

L’alternativa insicura della SS114

Invece di intervenire per ripristinare le condizioni di sicurezza dell’autostrada, l’ANAS ha optato per la deviazione del traffico sulla Strada Statale 114, un percorso che attraversa zone densamente urbanizzate, aumentando il traffico e i rischi per la sicurezza stradale.

“Un paradosso evidente”, prosegue la CNA Fita, “poiché sulla SS114 il transito delle merci pericolose è consentito, non essendo soggetta alle normative europee”.

Le conseguenze di questa scelta sono gravissime:

  • Tempi di consegna più lunghi
  • Aumento del traffico urbano e inquinamento
  • Rischi per la sicurezza pubblica
  • Danni economici per le imprese di trasporto

La richiesta della CNA Fita Sicilia

L’associazione chiede l’immediata riapertura dell’autostrada alle merci pericolose e un intervento urgente per il ripristino delle gallerie. Deputati regionali, Governo siciliano e Ministero delle Infrastrutture sono chiamati a intervenire per evitare un ulteriore danno all’economia e alla sicurezza pubblica.

“Un’infrastruttura chiave per la Sicilia non può essere lasciata in queste condizioni”, conclude CNA Fita Sicilia.

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