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Siracusa, CGIL aderisce alla Global Sumud Flotilla e chiama alla mobilitazione del 6 settembre

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Il sindacato annuncia il sostegno alla flottiglia internazionale diretta a Gaza e organizza una manifestazione cittadina in occasione della giornata di mobilitazione nazionale

La CGIL di Siracusa ha annunciato la propria adesione alla Global Sumud Flotilla, un’iniziativa internazionale che, secondo il sindacato, rappresenta la più vasta flottiglia civile e non violenta mai organizzata, con l’obiettivo di portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza e chiedere la fine dell’assedio.

Nel comunicato diffuso dalla Camera del Lavoro di Siracusa, viene spiegato che “Sumud, che in arabo significa ‘resistenza ferma’, rappresenta il filo rosso che unisce attivisti, lavoratori, studenti, medici, artisti e cittadini da ogni parte del mondo, convinti che non sia più possibile rimanere in silenzio di fronte a violazioni tanto gravi del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali”.

Il sindacato sottolinea che la partecipazione alla flottiglia è un’azione di solidarietà internazionale, non solo finalizzata alla consegna di beni di prima necessità e medicinali, ma anche come dichiarazione politica: “l’assedio di Gaza è un crimine e la comunità internazionale non può più essere complice con la propria inerzia”.

La CGIL di Siracusa annuncia inoltre che sabato 6 settembre la città sarà protagonista della giornata di mobilitazione nazionale, con una grande manifestazione organizzata in tutte le province italiane per chiedere al Governo italiano di schierarsi dalla parte della pace, della giustizia e del diritto internazionale.

Il Segretario Generale della CGIL di Siracusa, Roberto Alosi, afferma: “Il silenzio e l’indifferenza non sono più accettabili. Gaza è il luogo in cui oggi si misura la credibilità della democrazia e del diritto internazionale. Come sindacato dei lavoratori e delle lavoratrici, non possiamo voltare lo sguardo altrove: chiediamo la fine immediata dei bombardamenti, lo stop all’assedio e il riconoscimento del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione. Il 6 settembre scenderemo in piazza per ribadirlo con forza”.

Il comunicato si chiude con un invito rivolto a lavoratori, studenti, pensionati, associazioni, artisti, intellettuali e giornalisti a partecipare alla mobilitazione, sottolineando che “fermare la barbarie e difendere la pace è una responsabilità collettiva”.

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