Il presidente di Lealtà e Condivisione lancia un appello a ripensare il modello turistico siracusano in chiave sostenibile
«Il turismo è una risorsa, non un affare». Con queste parole Carlo Gradenigo, presidente di Lealtà e Condivisione, lancia un appello pubblico per una riflessione profonda sul futuro di Siracusa e sul modello di turismo sostenibile da adottare.
«Un tempo era l’industria petrolchimica ad attirare gli interessi economici e politici. Adesso è il turismo a rappresentare il presente e futuro della politica e dell’economia di questa città», afferma Gradenigo, segnalando un cambiamento che, se non gestito, rischia di produrre nuove forme di squilibrio urbano e sociale.
Secondo Gradenigo, «mega appalti, mega flussi, mega accordi e mega investimenti» si stanno concentrando su quella che viene sempre più spesso definita come l’industria del turismo, con conseguenze che richiedono un attento esame. «All’inquinamento dell’aria si è sostituita la gentrificazione del centro storico, lo sfruttamento delle risorse ambientali, culturali e paesaggistiche della città, la perdita di identità e di vivibilità dei quartieri interessati da un fenomeno sempre più di massa».
La denuncia è chiara: non si tratta di essere contrari al turismo, ma di preservarne il valore come bene comune, evitando che diventi terreno di mera speculazione. «Se fino ad oggi abbiamo nascosto a noi stessi lo scempio compiuto a nord della città, considerando la pece nera sotto i talloni di noi bambini il prezzo da pagare per “vivere” e lavorare, consumato ciò che abbiamo fin qui custodito dall’altro lato, quello di pietra candida e di azzurro mare, dove volgeremo lo sguardo la prossima volta?»
Infine, Gradenigo lancia un allarme concreto: «L’inflazione dei prezzi registrati a Siracusa è solo uno dei campanelli di allarme che dovrebbero indurci a ripensare il modello di turismo e di città che vogliamo portare avanti», perché solo così il turismo potrà continuare a essere una risorsa per tutti.












