Siracusa, sette mesi di consiglio comunale, il bilancio del consigliere Vaccaro: “Rodaggio terminato, al lavoro ogni giorno per i cittadini”

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Il consigliere comunale del gruppo “Insieme” Ciccio Vaccaro, noto (ed apprezzato) per la sua verace spontaneità, traccia un primo bilancio di questa consiliatura e annuncia che, in caso di “chiamata” per fare l’assessore, non si tirerebbe indietro

 

Consigliere Vaccaro, lei è noto per la sua spontaneità e il suo modo diretto di dire le cose: secondo lei, i cittadini siracusani possono dirsi soddisfatti dal lavoro del consiglio comunale in questi primi sette mesi di attività, considerando che il consiglio mancava dalla città da quasi 4 anni?
Questi 7 mesi di consiglio comunale li possiamo considerare come un rodaggio, un periodo che mi ha permesso di acquisire esperienza in aula. Devo ammettere che in generale mi ritengo soddisfatto del lavoro svolto fino ad oggi, visto che il mio impegno verso il territorio spesso mi viene riconosciuto anche dai cittadini che incontro quotidianamente.

I giochi politici e le trame che inevitabilmente coinvolgono il consiglio, non rischiano di far arretrare d’importanza la necessaria attività d’indirizzo e controllo che un consigliere ha il diritto e il dovere di svolgere nei confronti dell’amministrazione, al sevizio dei cittadini?
I giochi politici ci sono e ci saranno sempre ma a me non interessano, perché sono stato votato dalla gente non certamente per merito della mia bellezza ma per la mia devozione e passione verso la città. Ciò che succede in questo periodo a livello politico ritengo che non possono intaccare la mia dignità e serietà. Ho condiviso con gli elettori il progetto del gruppo INSIEME è tale rimarrà. Sicuramente non sono una persona che si fa condizionare da qualcuno.

Credo fortemente che Siracusa sia stata abbandonata dai nostri deputati regionali e questo succede perché non c’è un deputato regionale di Siracusa, pur avendo preso preferenze in città.
Spero che alle prossime provinciali i Siracusani esprimano un siracusano candidato alla provincia per poter essere meglio rappresentati e fare sì che la nostra città non venga depredata come abbiamo visto in questi mesi.
Crede che, alla luce dell’attuale contesto socio-economico generale, le priorità messe in campo dall’amministrazione siano corrette o che il consiglio comunale debba in qualche modo raddrizzare un po’ il tiro?
Credo che il contesto socio-economico della città sia davvero ridotto al minimo. Le priorità sono tante e il consiglio comunale cerca di fare di tutto per farle emergere.
È anche vero, come dicevo prima, che l’attenzione della deputazione regionale è altrove e i siracusani ne paghiamo il prezzo, come è evidente; dobbiamo avere il coraggio di dire le cose come stanno senza avere peli sulla lingua.
Lei è anche noto per l’intensa attività a contatto con i cittadini, quasi come se fosse un consigliere di quartiere ma per tutti i quartieri: crede che sia questo l’approccio giusto per risolvere i problemi, oppure si ritrova molte volte, suo malgrado, a supplire ad un generale difetto di programmazione?
Sicuramente il fatto che io provenga dai quartieri è una marcia in più visto che rispetto ad altri conosco la macchina amministrativa ma, soprattutto, mi ha dato la possibilità di conoscere meglio il territorio e le problematiche che lo attanagliano.
Se le dovessero proporre, nell’ormai imminente rimpasto, di diventare assessore, accetterebbe? E se sì, quali sarebbero le rubriche che vorrebbe guidare?
Fare l’assessore? Non mi sono mai tirato indietro in nessuna circostanza, chiaramente se mi venisse chiesto questo impegno dal mio gruppo accetterei ben volentieri la proposta e lavorerei a 360 gradi sul territorio. In tutta onestà, l’assessorato che vorrei guidare è quello dei lavori pubblici

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