Il presidente dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello: “cerchiamo di rimboccarci tutti le maniche e lavorare concretamente per migliorare, invece di piangerci addosso o addossare sempre “la colpa” di questi insuccessi ad altri”
Siracusa solo 102ma su 106 province italiane per la Qualità della vita.
“Continua purtroppo lo stillicidio di classifiche negative sulla qualità della vita per la provincia di Siracusa – commenta il presidente dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello – e continuare a far finta di nulla, ad affermare che queste graduatorie sono sbagliate non ci porta a nessun miglioramento. Mi viene in mente il genitore che se la prende sempre e comunque con la scuola e con gli insegnanti per i pessimi risultati scolastici dei propri figli. Cerchiamo di rimboccarci tutte le maniche e lavorare concretamente per migliorare, invece di piangerci addosso o addossare sempre “la colpa” di questi insuccessi ad altri.”
Nell’indagine giunta alla 26ª edizione di ItaliaOggi – Ital Communications, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, sulla qualità della vita, che è un fenomeno multidimensionale determinato com’è da un insieme estremamente eterogeneo di cause che si sovrappongono e interagiscono tra loro sul territorio e nel territorio, la provincia di Siracusa – sottolinea Salvo Sorbello – si conferma purtroppo in fondo alla graduatoria.
Lo studio di Italia Oggi e Ital Communications si articola in 93 indicatori di base che raggruppano elementi come il lavoro, gli affari, la sicurezza, l’ambiente e la giustizia e i curatori tengono a precisare che il loro ruolo è quello di stimolare e facilitare un confronto informato, basato su dati verificati e contestualizzati, ispirando azioni concrete affinché le comunità possano partecipare attivamente ai processi decisionali che le riguardano. Solo attraverso una comunicazione trasparente e responsabile possiamo contribuire a costruire città in cui il benessere collettivo sia al centro delle politiche di sviluppo.
Spiega il responsabile dell’elaborazione dei dati Alessandro Polli, docente di Statistica economica nel dipartimento di Scienze sociali ed economiche dell’Università La Sapienza di Roma: “E’ un lavoro complicato, perché deve mettere assieme dati che sviluppiamo in maniera ponderata, connettendo un numero rilevante di indicatori. È un metodo che, alla prova dei fatti, funziona. Lo legittimano i commenti di chi rappresenta le stesse realtà promosse o bocciate per qualità della vita che, al netto della maggiore o minore soddisfazione legata alla posizione raggiunta, storicamente si riconoscono nelle classifiche finali della graduatoria“.






