L’ex assessore è convinto che basterebbe valorizzare al meglio le risorse storiche, culturali e ambientali già presenti
“Siamo una terra di creduloni.
Quelli in foto sono i dati riferiti al numero di passeggeri che le grandi compagnie crocieristiche vorrebbero convogliare da qui al 2030 in tutta la Sicilia Orientale sfruttando per i loro clienti (lo dicono chiaramente) il grande patrimonio storico culturale di cui è ricca la nostra terra.
Ma siamo certi di fare un affare? Quanto incide la presenza di questi bisonti del mare nel nostro sistema economico, paesaggistico e ambientale? Esistono alternative?
Possibile non porsi certe domande prima di affidarsi?
La Sicilia possiede un patrimonio storico, culturale e paesaggistico che attrae quasi 3.5 milioni di visitatori all’anno. Il solo Parco Archeologico della Neapolis con il Teatro Greco (che ci ostiniamo a tenere inscatolato per 9 mesi l’anno) ne fa registrare circa 800.000 ogni anno.
Parliamo di visitatori, viaggiatori che vengono utilizzando il treno o la propria auto a noleggio, che alloggiano nei nostri Hotel e B&B, che fanno la spesa al mercato o mangiano nei nostri ristoranti.
Una riserva naturale come quella che si attende da 10 anni alla Penisola della Maddalena (Pillirina) o quella del Ciane ad oggi ancora abbandonata, se adeguatamente infrastrutturate e collegate alla città (distante appena 1km in linea d’aria) avrebbero lo stesso effetto di tutte le navi da crociera messe insieme.
Perchè offrire l’opportunità al viaggiatore di compiere una escursione, di godere del papiro, delle saline, dei fenicotteri rosa, delle falesie di ripe bianche, delle latomie costiere, avrebbe come diretta conseguenza l’aumento dei giorni di permanenza media in città, moltiplicando per n volte quegli 800.000 visitatori che il giorno dopo il Parco della Neapolis, avrebbero da visitare la riserva Capo Murro di Porco e Penisola Maddalena, il fiume Ciane, il tempio di Giove, alimentando l’economia reale della città in tutte le sue forme.
Praticamente il triplo di tutti i passeggeri delle attuali navi da crociera li abbiamo già, con la differenza che sarebbero clienti nostri e non della megacompagnia di turno.”
Carlo Gradenigo












