Il dibattito sul destino di Via Ofanto sembra essere il protagonista di questo scorcio di fine estate, ecco infatti la controreplica del consigliere alla nota dei “Residenti” rilasciata nei giorni scorsi
“Io non so di chi sia la reale paternità di una replica senza sottoscrittori specifici, giacché è firmata genericamente “residenti di via Ofanto“. L’invito che ad ogni buon conto rivolgo a tutti è quello di abbassare i toni e ragionare, riflettere, studiare. Lasciamo per un momento da parte la dialettica e la polemica politica e confrontiamoci osservando la realtà. (Cosa in realtà invocata più volte!)
Vi è da una parte un interesse egoistico a parcheggiare sotto casa auto e motociclette; dall’altra parte vi sono il diritto allo studio e alla salute di oltre ottocento alunni minori di età (parecchi diversamente abili) e dei loro insegnanti. Da una parte vi è la comodità reclamata dai pochi o da un anonimo in nome e per conto; dall’altra vi è la sicurezza e l’incolumità dei nostri ragazzi e dei loro docenti. Da un lato vi è la scocciatura di dover fare una “marcia indietro” in automobile; dall’altro lato vi è la Costituzione repubblicana con i suoi diritti essenziali, fra i quali figurano quello allo studio, quello all’ambiente salubre, quello alla salute, non certo quello al parcheggio agevole. Se ognuno difendesse la prerogativa di posteggiare a mezzo metro da casa sua, non esisterebbero le zone pedonali e le isole ambientali, ma solo un mondo di “stalli” bianchi e blu.
Quanto alla questione relativa all’accesso dei mezzi di soccorso, è ovvio che essa sia sollevata ad arte per mascherare una scelta irragionevole. Non vi è chi non veda, infatti, che la gestione dell’emergenza si risolve posizionando dissuasori mobili, in luogo di transenne fisse, non creando una corsia angusta comunque intransitabile per qualsiasi mezzo dei Vigili del Fuoco (Vedi allegato planimetrico eseguito privatamente dal sottoscritto). Dissuasori mobili sono già stati collocati in Via Minerva o in Via delle Carceri Vecchie, se ne ripeta l’esempio.
Mi appello al buon senso dell’Amministrazione. Faccia uno sforzo di sensibilità e lungimiranza e ingrani – essa sì – la “marcia indietro”. Restituisca Piazza della Repubblica ai nostri studenti; fra sette giorni inizia l’anno scolastico, sarebbe già tardi.”







