Il sindacato scrive una lettera al presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, il cui testo riportiamo di seguito
“Nella mappa delle aree di crisi industriale riconosciute dal Ministero delle imprese e del Made in Italy, sulle cui aree esistono già tavoli di confronto presso il Ministero, risultano: Venezia, Taranto, Livorno, Terni ed altre aree.
In Sicilia figura Gela e Termini Imerese, mentre, non risulta l’area industriale di Siracusa.
Per quanto ci riguarda era stata fatta richiesta a farne parte.
Il Governo Nazionale forse pensa che nel Polo Chimico di Siracusa non ci siano problemi, noi che pensiamo che si sia dimenticato che ESISTE.
Il polo industriale Siracusano, che è il più grande del paese, è stato escluso dai piani di investimento del PNRR e, di conseguenza, non potrà avere alcun finanziamento per la riconversione degli impianti e delle produzioni e per la transizione ecologica decisa dall’Europa;
Senza una profonda trasformazione e riconversione il polo industriale è quindi destinato ad una chiusura certa.
In questo quadro risulta senza alcun fondamento l’annuncio del governo della trasformazione del sito in un grande polo energetico, strategico per il paese.
In mancanza di tale progetto per il futuro, da due anni si vive alla giornata, con decreti del governo finalizzati a dare soluzioni tampone alle emergenze che scoppiano quasi quotidianamente, come Ias e Isab.
– Decreto salva Isab: ad un anno dal passaggio di proprietà da Lukoil a Goi energy, la nuova proprietà non ha ancora presentato al territorio il piano industriale e sembra sia addirittura alla ricerca di partner finanziari, altro che garanzie per il futuro.
–Il Decreto salva Ias: il governo ha pensato di aggirare l’iniziativa della magistratura con un decreto che, sostanzialmente, dava tempo alle imprese fino al 2026 per realizzare impianti di depurazione propri e, nel frattempo, costituiva una sorta di “liberi tutti” per continuare con l’andazzo che la magistratura aveva già ritenuto dannosa per la salute e l’ambiente. Non può, quindi, destare sorpresa la decisione della magistratura di contestare il decreto del governo, come si può vedere siamo lontani dalla soluzione del problema Ias.
In sintesi: per il polo industriale Siracusano, mentre sono in forte dubbio le soluzioni individuate per l’Isab e per l’Ias, rimane il buio totale sul futuro dell’intero polo industriale e sulla possibilità di una sua riconversione.
Dobbiamo rassegnarci alla fine di una esperienza industriale, senza aver costruito un solido e sostenibile progetto alternativo di sviluppo economico, produttivo e occupazionale, oppure torniamo ad essere artefici del nostro futuro?
Infine, le proponiamo, se lo ritenga opportuno, convocare la Deputazione Nazionale e Regionale, e le OO.SS., al fine di mettere in atto delle iniziative, ed eventuale richiesta incontro con il Governo Regionale e Governo Nazionale Ministeri di competenza.”











