Relatore dell’iniziativa svoltasi al liceo Sylvain Piron, docente dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi
Francesco d’Assisi non come icona devozionale né come simbolo da arruolare in cause contemporanee, ma come figura storica complessa, attraversata da tensioni reali e interpretazioni stratificate nel tempo. È questo il filo conduttore del seminario che si è tenuto il 27 febbraio nell’aula magna del Liceo Corbino, a partire dalle ore 11, in occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte del santo di Assisi.
Ospite dell’incontro è stato Sylvain Piron, direttore di ricerca all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, tra i maggiori studiosi del francescanesimo medievale. L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla dirigente scolastica Valentina Grande, che ha aperto i lavori sottolineando il valore di una scuola capace di misurarsi con la ricerca scientifica internazionale. L’organizzazione è stata curata dal professor Rosario Lo Bello, docente di Storia della teologia medievale allo Studio Teologico San Paolo di Catania, con la collaborazione delle professoresse Mila Caldarella, Paola Burgio e Manuela Rubino.
Al centro della riflessione, il processo attraverso cui la memoria di Francesco venne progressivamente rimodellata dopo la sua morte, avvenuta il 4 ottobre 1226. Il percorso culminò nel 1263 con la redazione della Legenda maior di Bonaventura e nel 1266 con la decisione del Capitolo generale di Parigi di farne l’unica versione ufficiale, con la conseguente cancellazione delle tradizioni più antiche, più vive e spesso più radicali. Una scelta che non fu solo letteraria: l’Ordine dei minori, ormai diffuso in tutta Europa e percorso da profonde tensioni sulla povertà e sull’organizzazione interna, aveva bisogno di un fondatore istituzionalmente governabile. La pluralità dei racconti precedenti doveva cedere il passo a un’immagine coerente.
In questo quadro è stato riletto il Testamento di Francesco, nel quale egli distingue con nettezza tra la forma ecclesiale della Chiesa romana e la forma del santo Vangelo che afferma di aver ricevuto per rivelazione. La prima è riconosciuta e rispettata; la seconda è la forma della fraternità evangelica, della vita senza proprietà, che sente come propria vocazione. Una tensione che non si risolve ma che rimane aperta.
Gli studenti, che nei mesi precedenti avevano letto la Legenda dei Tre Compagni e la Legenda perugina — quest’ultima scampata alla censura — hanno posto numerose domande, animando una discussione che ha toccato diversi episodi cruciali della vita del santo. Le stimmate sono state analizzate come esempio di come un’esperienza spirituale intensa venga progressivamente strutturata fino a diventare il sigillo identitario di un’intera tradizione: dalla prima comunicazione ufficiale dopo la morte di Francesco, alla descrizione dei chiodi di carne nelle biografie, fino alla sistemazione teologica che fece di quell’episodio la chiave interpretativa dell’intera esistenza del santo, evidenziando la distanza tra l’esperienza personale e la costruzione narrativa pubblica.
È stato poi affrontato il viaggio del 1219 a Damietta e l’incontro con il sultano al-Kāmil nel contesto della quinta crociata: Francesco partì con l’intenzione di annunciare il Vangelo, pronto anche al martirio, ma l’incontro non si tradusse in scontro, bensì in una testimonianza disarmata che supera tanto la retorica militante medievale quanto le riletture semplificate che ne sono state fatte nei secoli successivi.
Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto di Francesco con la creazione, restituito nella sua concretezza: non sentimentalismo, ma riconoscimento della fraternità universale delle creature davanti a Dio. Il Cantico delle Creature, nato nel tempo della malattia, è stato presentato come espressione di una gratuità radicale. Persino l’episodio dei mostaccioli chiesti a madonna Jacopa de’ Settesoli in punto di morte è stato richiamato come testimonianza dell’umanità del santo, capace di unire lode cosmica e bisogno elementare senza ricorrere ad astrazioni spirituali.






