La segretaria cittadina dem Matilde Di Giovanni: “I cumuli troneggiano lungo le strade, i topi banchettano e l’Amministrazione Comunale non controlla gli standard qualitativi”
Il trasferimento della gestione rifiuti a Siracusa dalla Tekra alla Ris.Am Srl, formalizzato lo scorso 1° febbraio 2026 tramite la formula dell’affitto di ramo d’azienda, si è risolto nei fatti in una variazione puramente burocratica della denominazione sociale. Se da un lato il subentro ha permesso di tutelare i livelli occupazionali del personale, dall’altro non ha minimamente scalfito i problemi strutturali ereditati dalla vecchia gestione.
A sostenere questa tesi è la segretaria cittadina del Partito Democratico, Matilde Di Giovanni. Secondo l’esponente dem, l’analisi del progetto industriale applicato sul territorio evidenzia una raccolta fortemente disomogenea e asimmetrica: il gestore sta garantendo una corsia preferenziale e prioritario decoro ai soli quartieri residenziali del centro urbano, dove la raccolta differenziata ha ormai toccato il suo tetto fisiologico. Al contrario, nelle fasce periferiche e nelle borgate circostanti le disfunzioni operative sono macroscopiche, con servizi carenti o totalmente assenti.
La paralisi del comparto di igiene urbana affonda le sue radici in scelte organizzative inadeguate e nella carenza di investimenti strutturali. Il prelievo quotidiano delle frazioni di carta, plastica, vetro e organico accusa pesanti ritardi a causa di un parco automezzi gravemente insufficiente e vetusto.
Il Partito Democratico evidenzia le principali criticità riscontrate sul campo:
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Mezzi mono-operatore: l’uso di veicoli con un solo addetto determina una cattiva distribuzione del carico di lavoro, generando forte stress psicofisico per i lavoratori e ritardi nei passaggi;
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Carenza di personale: la forza lavoro attiva risulta fortemente sottodimensionata rispetto alle reali esigenze volumetriche della città;
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Assenza di spazzamento: lo spazzamento manuale e l’uso di spazzatrici meccaniche con getti d’acqua per abbattere le polveri sono ormai un ricordo sbiadito.
Per uscire da questo stallo, il PD ritiene urgente il superamento del “modello a zone” in favore di uno schema integrato che coinvolga direttamente gli operatori ecologici nelle analisi delle disfunzioni. È inoltre indispensabile guardare ai modelli europei, introducendo la tariffazione puntuale (“paga per quanto getti”), campagne di sensibilizzazione e isole ecologiche tecnologiche sulla scorta di quanto già avviene a Milano.
Con l’arrivo del caldo estivo, l’accumulo di spazzatura che deborda dai mini-cassonetti e dai cestini stradali (mai svuotati con frequenza) si sta trasformando in una vera e propria emergenza sanitaria. L’alta temperatura accelera la decomposizione della frazione organica, causando odori nauseabondi e l’inevitabile proliferazione di blatte, scarafaggi, insetti e roditori. Manca, inoltre, un piano straordinario di derattizzazione e disinfestazione generale.
Di fronte a questa cronica continuità di disservizi tra l’era Tekra e la nuova era Ris.Am, la segretaria dem sposta l’indice sulle responsabilità politiche e di controllo dell’ente pubblico.
«La domanda che sorge spontanea è: la responsabilità di tale paralisi gestionale ricade almeno in parte sulla governance dell’Amministrazione Comunale? – attacca Matilde Di Giovanni (PD) –. L’Ente appaltante ha controllato gli standard qualitativi in sede di subentro, e controlla attraverso la Polizia Ambientale l’organizzazione? Se sono immutati i disservizi strutturali, le discariche e il conferimento, perché nel resto della Provincia di Siracusa la gestione rifiuti funziona meglio che in città?».







