La Delfa (AVS): “Con il 65% risparmieremmo 3,5 milioni. Tariffazione puntuale mai partita dal 2021, spesi 50mila euro per nulla. Evasione Tari al 35% come nel 2014”
SIRACUSA – «Paghiamo ogni anno 17 milioni e 600 mila euro per il gestore della raccolta dei rifiuti. A questi si aggiungono altri 12 milioni per il conferimento dell’indifferenziato in discarica: il servizio ci costa in totale 29 milioni». Lo afferma Salvo La Delfa, coportavoce di Alleanza Verdi e Sinistra Siracusa, in una dichiarazione rilasciata a SiracusaPress.it, intervenendo sullo stato della raccolta differenziata in città.
La Delfa sottolinea che i 12 milioni destinati alla discarica «sono così alti perché abbiamo una raccolta differenziata bassa. È da 4 anni che ci manteniamo al 50% senza riuscire ad aumentare questa percentuale, e ciò comporta un esborso notevolmente elevato».
Secondo il coportavoce di AVS, i margini di risparmio sarebbero significativi:
«Ho fatto un calcolo: se Siracusa raggiungesse il 65% previsto dalla normativa europea, potremmo risparmiare quasi 3 milioni e mezzo sul conferimento in discarica. Invece di pagare 12 milioni, ne pagheremmo 8 milioni e mezzo. Se arrivassimo al 75%, il costo sarebbe ancora più basso. Per questo bisogna insistere sull’aumento della differenziata, ma purtroppo non ci siamo riusciti».
“Produciamo troppi rifiuti: 520 kg a testa l’anno. Così non si può crescere”
La Delfa indica due direttrici per migliorare:
«Una è ridurre la quantità di rifiuti che ogni cittadino siracusano produce. Siamo a 520 kg pro capite contro i 440 di una città virtuosa di pari popolazione».
La seconda è l’avvio della tariffazione puntuale.
“La tariffazione puntuale doveva partire nel 2021. Spesi 50 mila euro per un progetto mai avviato”
«Per aumentare la raccolta differenziata – afferma La Delfa – dovremmo avviare la tariffazione puntuale. L’amministrazione comunale non è riuscita a farlo, nonostante fosse prevista nel capitolato speciale dal 2020. Dal 2021 saremmo dovuti partire, invece ancora oggi non l’abbiamo».
La Delfa ricorda anche il caso di Cassibile:
«Due anni fa è stata avviata una raccolta dati per la tariffazione puntuale: meno rifiuti indifferenziati produco, meno Tari pago. Ai cittadini era stato detto che avrebbero pagato meno, ma la tariffazione non è mai partita. Abbiamo speso 50 mila euro previsti dalla variante 2023 per raccogliere quei dati, ma non si può partire con un solo quartiere».
Un altro tentativo è in corso tramite un accordo con Conai, ma anche qui il progetto è fermo:
«Conai ha chiesto un campione di 1.500 persone. Il Comune non è riuscito nemmeno a trovarle: siamo a 300. Io stesso ho fatto richiesta. Invito ancora a partecipare, ma senza i volontari non si parte».
“Poca comunicazione e poca lotta all’evasione: così la Tari resta alta”
Il coportavoce di AVS evidenzia anche le carenze sul fronte informativo:
«C’è pochissima comunicazione. Si è comunicato pochissimo, nonostante il capitolato d’appalto prevedesse una quota dedicata proprio alla comunicazione per incentivare la differenziata».
Infine, La Delfa punta il dito contro l’evasione Tari:
«Si incide pochissimo sull’emersione di chi non paga. Nel 2014 i dati indicavano un 35% di persone che eludevano il pagamento della Tari. La stessa percentuale ce l’abbiamo adesso: in questi anni si è fatto veramente poco».
Un quadro che, secondo AVS, non può essere ignorato: «La Tari è la conseguenza diretta della percentuale di raccolta differenziata», conclude La Delfa, richiamando l’amministrazione a un cambio di passo.




