L’assessore regionale sollecita l’Università di Messina a revocare la convenzione. In discussione 500mila euro di fondi
L’ex presidente, la sede di Melilli e una convenzione traballante del valore di 500 mila euro. C’è tutto e ancora di più nella polemica che si è innescata tra l’assessore regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, Mimmo Turano, e il Cusir, il Consorzio Universitario di Siracusa “Giovanni Paolo II”.
La vicenda ruota attorno alle modifiche normative introdotte lo scorso giugno, che hanno ridefinito i requisiti per l’accesso ai finanziamenti regionali destinati ai consorzi universitari. Le nuove disposizioni escluderebbero dalla partecipazione societaria le imprese private con scopo di lucro, compresi società a responsabilità limitata e per azioni.
«Da sempre – spiega il direttore del Cusir, Giorgio Nicastro Del Lago – i consorzi operano con la partecipazione di soggetti pubblici e privati, mantenendo comunque la natura senza scopo di lucro dell’ente. La norma prevede infatti che non vi sia distribuzione di utili o divisione di profitti tra i soci».

Però accade che da quando esiste la nuova normativa, Turano invia una comunicazione al Rettore dell’Università degli Studi di Messina. Una lettera che “suggerisce” la revoca della convenzione in essere, paventando la possibile sospensione dei contributi regionali a causa della presunta inadeguatezza della composizione societaria del Consorzio.
I finanziamenti in questione ammontano complessivamente a 500 mila euro annui, suddivisi in 300 mila euro destinati al consorzio universitario e 200 mila euro che transitano attraverso l’ente per raggiungere l’Università di Messina. Una cifra che, seppur significativa per le attività locali, rappresenta una quota limitata rispetto ai fondi complessivi di cui beneficia l’ateneo messinese.
L’Università di Messina riceve infatti dal Ministero contributi nell’ordine di 8mila euro per ogni studente in corso, attraverso il Fondo di finanziamento ordinario, oltre alle tradizionali tasse universitarie. Il contributo regionale rappresenta quindi una frazione del bilancio complessivo dell’ateneo.
La situazione appare particolarmente complessa considerando che altri consorzi universitari siciliani operano con composizioni societarie simili, includendo anche istituti bancari tra i soci. Senza andare troppo lontano dal Cusir,anche altri consorzi si troverebbero nella stessa condizione, senza tuttavia registrare – stando a quanto appurato dallo stesso Cusir – analoghe pressioni da parte dell’assessorato. «E’ certamente anomalo quello che è accaduto – ha precisato Nicastro».
Ma c’è stata una fiammata che ha fatto partire il rogo. Anzi, due. Almeno, a detta dello stesso direttore Nicastro. «La controversia si è acuita – ha proseguito Giorgio Nicastro Del Lago – in seguito alla revoca del precedente presidente del Consorzio e alle decisioni relative al trasferimento delle sedi didattiche. In particolare, il trasferimento del corso di laurea in Infermieristica da Melilli a Siracusa ha suscitato ulteriori reazioni».

Questi i due fatti: l’ex presidente del Cusir, Giovanni Perino, già capo di gabinetto dell’assessore Turano, è stato revocato dall’incarico, successivamente il Consorzio ha ottenuto l’accreditamento in via Agati per il trasferimento della sede da parte dell’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Ovvero, i corsi di Giurisprudenza, Consulente del lavoro, Scienze politiche si trasferiranno da Priolo a Siracusa. Stesso sorte dovrebbe toccare a Infermieristica, da Melilli verso il capoluogo.
A seguito di questi due episodi, a detta di Nicastro, la situazione sarebbe sfuggita di mano. «Non riusciamo a spiegarci il motivo – ammette il direttore del Cusir – magari queste sono tutte coincidenze però stiamo subendo estreme pressioni. Dopo decenni in cui si parla di un’istituzione universitaria che a Siracusa non è mai esplosa, finalmente la città ha l’occasione di avere una importante realtà. Ma a volte la politica danneggia gli stessi cittadini che dovrebbero amministrare».
Nonostante le tensioni con l’assessorato regionale, il Consorzio Universitario di Siracusa ha regolarmente avviato l’anno accademico. «Stiamo continuando lo svolgimento delle attività didattiche e degli esami – ha sottolineato Nicastro – L’ente mantiene la propria operatività in attesa di chiarimenti sulle questioni amministrative in corso. Comunque il bene dei cittadini e dei nostri studenti è un servizio di qualità nelle sedi accreditate e faremo ogni adeguamento necessario societario e di governance purché nel rispetto della legalità, delle regole da applicare a tutti con imparzialità e trasparenza e sempre nel rispetto della Costituzione».









