Aggiornato al 08/07/2026 - 10:12
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L'intervento

Siracusa, parcheggio di via Damone: scaduti i 180 giorni, Cavallaro chiede chiarezza sul futuro dell’area

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Cavallaro: “I cittadini hanno il diritto di sapere cosa sia stato fatto in questi sei mesi”

Si riaccende il dibattito politico attorno al parcheggio temporaneo di via Damone. Allo scadere dei 180 giorni previsti dall’ordinanza per l’uso transitorio dell’area, non ha tardato ad arrivare la reazione dell’opposizione. Il consigliere comunale Paolo Cavallaro denuncia la mancanza di una decisione chiara sul destino del parcheggio di via Damone.
Il provvedimento era stato adottato con una motivazione precisa: consentire, nelle more del termine, l’approvazione della necessaria variante urbanistica per regolarizzare la sosta in una zona originariamente destinata a verde pubblico (zona S3). A sei mesi di distanza da quell’atto, la scadenza del termine temporaneo apre un vuoto normativo che spinge a chiedere trasparenza sull’operato amministrativo.

Il Comune era già stato costretto ad annullare in autotutela una prima ordinanza di apertura del parcheggio. In quella circostanza si era accertato che l’area presentava un vincolo urbanistico a verde pubblico. Di conseguenza, il mantenimento dei posti auto richiedeva necessariamente una variante urbanistica. Per superare il blocco, l’Amministrazione aveva quindi optato per la soluzione dell’uso temporaneo limitato a 180 giorni. L’obiettivo dichiarato era sfruttare questo arco di tempo per completare l’iter amministrativo. L’unica novità è rappresentata dalla determina dello scorso 5 maggio 2026. Con questo atto il Comune ha provveduto a nominare il Responsabile Unico del Progetto (RUP) e le altre figure tecniche incaricate di redigere il progetto di variante urbanistica.

Il consigliere evidenzia che la nomina è intervenuta a circa quattro mesi dall’avvio dell’uso temporaneo e a meno di sessanta giorni dalla sua naturale scadenza. La stessa determina, prosegue la nota, disponeva l’avvio della progettazione, confermando implicitamente che fino a quel momento l’iter non fosse ancora entrato in una fase operativa. Resta da capire perché la proposta di variante non sia ancora approdata all’esame del Consiglio comunale e quali attività siano state realmente svolte dall’Amministrazione.

“Se una situazione analoga riguardasse un privato cittadino, il Comune pretenderebbe il rispetto della normativa urbanistica e adotterebbe i conseguenti provvedimenti – sottolinea Paolo Cavallaro -. Non può quindi esserci un doppio binario, uno per i cittadini e uno per l’Amministrazione”.

Le strade percorribili adesso sono due, senza possibilità di ulteriori rinvii informali:

  • La chiusura immediata: se il termine è scaduto e non esistono i presupposti legali per continuare, il parcheggio di via Damone deve essere interdetto all’uso.
  • La proroga motivata: qualora la legge consenta un rinnovo dell’uso temporaneo, questo dovrà essere limitato allo stretto indispensabile, accompagnato da un’adeguata motivazione e da un cronoprogramma.

“La credibilità delle istituzioni si misura anzitutto dalla loro capacità di rispettare le regole che sono chiamate ad applicare. – conclude il consigliere – Su questa vicenda non servono ulteriori rinvii, ma trasparenza, chiarezza e pieno rispetto della legalità”.

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