Ex consigliere comunale chiede al sindaco di dirottare i reflui verso il depuratore IAS
«Chiudere definitivamente con una situazione che da anni compromette l’ambiente e la salute dei cittadini». L’appello è di Gaetano Bottaro, ex consigliere comunale di Siracusa, che interviene sulla questione degli scarichi civili nel Porto Grande. A pochi giorni dal Consiglio Comunale Aperto del 24 ottobre, la richiesta è diretta e senza mezzi termini: approvare una mozione che impegni il sindaco a dirottare gli scarichi civili fuori dal Porto Grande, mettendo fine a quello che definisce un danno ambientale e sanitario di lunga data. “Quei reflui sono maledetti”, afferma, ricordando le conseguenze subite dalla sua famiglia e da molte altre, costrette a convivere con acque inquinate e rischi per la salute.
Oggi Bottaro vive lontano da Siracusa ma il legame con la città rimane forte, così come l’impegno per la sua tutela. Il 24 ottobre parteciperà al Consiglio Comunale in collegamento streaming, determinato a verificare chi tra i rappresentanti politici avrà ancora il coraggio di ignorare il problema. “Li voglio vedere in faccia, tutti”, dichiara, rivolgendosi a consiglieri comunali, deputati regionali e nazionali.
Il cuore della proposta è chiaro: collegare il canale Grimaldi al depuratore attraverso una condotta che arrivi all’impianto IAS. Secondo Bottaro, questa rappresenta l’unica soluzione concreta per salvare il mare e restituire dignità alla città. Una scelta che avrebbe anche un impatto positivo sui lavoratori dell’IAS, oggi in una situazione di incertezza occupazionale.
L’appello si chiude con un messaggio diretto al sindaco Francesco Italia, chiamato per nome in virtù del rapporto di stima che li lega. “Libera il Porto Grande, subito”, scrive Bottaro, sottolineando come questa decisione possa rappresentare la dimostrazione concreta dell’amore per la città e dell’attenzione alla salute dei cittadini. Il mare, ricorda, è il cuore dell’economia locale e dell’identità siracusana. Salvaguardarlo significa investire nel futuro della comunità.







