Il capogruppo consiliare di Insieme interviene sul tema degli incontri sull’uso di tablet e smartphone tra i più giovani e invita a distinguere il ruolo dei rappresentanti politici da quello degli specialisti, soprattutto in vista degli appuntamenti elettorali
“A Siracusa la scuola deve restare un luogo neutrale di crescita, formazione e confronto, libero da ogni forma di strumentalizzazione politica”. È la posizione espressa dal capogruppo consiliare di Insieme, Ivan Scimonelli, che interviene sul tema degli incontri scolastici dedicati all’uso di tablet e smartphone da parte dei minori e chiede di “tenere distinti il ruolo della politica e quello dei professionisti”.
“Il tema – precisa il capogruppo – , è serio e merita la massima attenzione”. Le conseguenze dell’esposizione prolungata agli schermi sul sonno, sulla concentrazione, sullo sviluppo cognitivo e sulle relazioni sociali richiedono informazione scientifica, prevenzione e un dialogo costruttivo con le famiglie. Proprio per questo, ritiene necessario che le questioni di natura tecnica e sanitaria siano affrontate da chi ha il compito di occuparsene.
Essere contemporaneamente rappresentanti politici e professionisti qualificati, osserva Scimonelli, “non deve tradursi in una sovrapposizione dei ruoli né fare di un’occasione di approfondimento all’interno della scuola anche un’opportunità di esposizione politica. La competenza professionale resta un valore da riconoscere e rispettare, ma negli incontri scolastici su temi sanitari, psicologici o pedagogici sarebbe opportuno privilegiare il contributo di specialisti scelti per le loro specifiche competenze: psicologi, neuropsichiatri infantili, pediatri ed esperti dello sviluppo evolutivo. Le iniziative, aggiunge, dovrebbero essere trasparenti, pluralistiche e orientate all’interesse degli studenti”.
Alla politica, ricorda il capogruppo, spetta il dovere di affrontare questi problemi attraverso le istituzioni, promuovendo prevenzione, informazione e sostegno alle famiglie, senza confondere la propria funzione con quella del tecnico e senza utilizzare l’autorevolezza istituzionale per acquisire visibilità in contesti dedicati alla formazione dei ragazzi.
Scimonelli chiarisce che “non si tratta di impedire a un rappresentante delle istituzioni di contribuire al dibattito pubblico, né di mettere in discussione le competenze di chi esercita una professione sanitaria”. Si tratta, spiega, di tutelare un principio fondamentale: “Le scuole non devono diventare luoghi di esposizione personale o politica, ma spazi nei quali i genitori possano ricevere informazioni attendibili e i ragazzi possano crescere sviluppando autonomia di giudizio e libertà di pensiero”
Il rappresentante di Insieme riassume così il proprio punto di vista: “Ai politici spetta assumersi la responsabilità delle scelte pubbliche; ai tecnici spetta fornire competenze, evidenze scientifiche e strumenti concreti. Alla scuola spetta garantire che tutto questo avvenga nell’esclusivo interesse degli studenti”.
Una distinzione, conclude Scimonelli, “di buon senso, prima ancora che una questione politica”, che in vista delle elezioni non dovrebbe essere dimenticata. “La scuola appartiene alla comunità scolastica, non alla politica”, ribadisce.






