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Siracusa senza treni per quattro mesi, la Cgil: “Intervenga il prefetto”

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Il sindacato ha chiesto alla prefettura la convocazione urgente di un tavolo istituzionale: “Sono in gioco il diritto alla mobilità, l’occupazione e le prospettive economiche dell’intera provincia”

La sospensione dei collegamenti ferroviari verso Catania, in vigore dal 1° ottobre e prevista fino al 31 gennaio 2027, rischia di avere conseguenze che vanno oltre il disagio degli spostamenti quotidiani. La Cgil di Siracusa, con la federazione dei trasporti Filt Cgil, chiede al prefetto “la convocazione urgente di un tavolo istituzionale, sostenendo che a essere in gioco siano il diritto alla mobilità, l’occupazione e le prospettive economiche dell’intera provincia”.

Rete Ferroviaria Italiana, ricorda il sindacato “ha programmato lo stop della circolazione tra Bicocca e Siracusa Centrale per interventi di potenziamento dell’infrastruttura”. L’interruzione riguarda il principale collegamento su ferro del territorio con Catania e con il resto della rete nazionale. Il sindacato dichiara di sostenere gli investimenti che rendono il trasporto ferroviario più moderno, sicuro ed efficiente, ma chiede che “chi programma i cantieri si faccia carico anche delle conseguenze sociali”.

“Non è accettabile che il costo dell’ammodernamento venga scaricato sulle spalle dei lavoratori, dei pendolari e delle famiglie”, dichiara il segretario generale della Cgil di Siracusa, Franco Nardi.

Per la Cgil “quattro mesi sono un tempo lungo nella vita delle persone. Significa raggiungere ogni giorno il luogo di lavoro o l’università, arrivare in ospedale, rispettare una visita specialistica, con partenze anticipate e coincidenze da riorganizzare. Chi ha un salario basso, gli anziani e chi non dispone di un’automobile rischiano di trovare negli spostamenti un ostacolo all’esercizio dei propri diritti”.

Un nodo riguarda i bus sostitutivi, che secondo il sindacato “Rfi dovrebbe garantire sempre e che finora non sono stati assicurati in modo adeguato. Servono mezzi sufficienti, accessibili alle persone con disabilità, con orari compatibili con i turni di lavoro e con le attività scolastiche, coincidenze affidabili e assistenza nei punti di interscambio”.

A questo si aggiunge la situazione della rete autostradale che collega Siracusa a Messina lungo l’A18.” Il Cas ha smentito l’introduzione di un limite generalizzato a 60 chilometri orari e la chiusura complessiva della rete. Le criticità segnalate sulle direttrici A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo – dice Nardi -, riguardano comunque anche i collegamenti della provincia con il resto della Sicilia. Gli autobus sostitutivi viaggiano su strada e la loro affidabilità dipende dalla viabilità che trovano”. Per il sindacato servono manutenzione tempestiva, coordinamento dei cantieri e informazioni trasparenti, con un piano unitario tra Governo nazionale, Regione e gestori delle infrastrutture.

Il secondo fronte è quello occupazionale: “Gli addetti alle pulizie, alla manutenzione, all’assistenza e alle altre attività della stazione, affidate anche tramite appalti, potrebbero subire riduzioni dell’orario, perdita di salario o rischi per il posto di lavoro. Il pericolo è maggiore per chi non può accedere agli ammortizzatori sociali”. La Cgil chiede una verifica immediata, azienda per azienda e appalto per appalto, e indica quattro richieste: mantenimento dei posti di lavoro, tutela del reddito, impiego temporaneo in attività compatibili e garanzia del rientro nelle mansioni alla ripresa del servizio. Dove gli strumenti ordinari non siano accessibili, il sindacato chiede soluzioni specifiche e finanziate.

La preoccupazione si estende all’economia del territorio. Turismo, commercio, ristorazione e ricettività possono risentire di collegamenti più difficili e incerti, mentre per industria, logistica e agricoltura una rete stradale meno efficiente può significare tempi e costi di trasporto maggiori. Si tratta di rischi che, secondo la CGIL, vanno prevenuti in un territorio già alle prese con precarietà, lavoro povero e incertezza sul futuro industriale.

Al prefetto il sindacato chiede di “riunire Regione, amministrazioni locali, Rfi, Trenitalia, Anas, Cas, imprese degli appalti e organizzazioni sindacali, per ottenere impegni verificabili su mobilità alternativa, coordinamento dei cantieri, tutela occupazionale e rispetto della data di ripresa del servizio ferroviario. La Cgil porterà al confronto le esigenze dei lavoratori e della comunità e, in assenza di risposte adeguate, annuncia che costruirà iniziative di mobilitazione insieme alle categorie e al territorio”.

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