Il Direttore Generale Giannì istituisce un iter rigoroso con tempi certi e un registro digitale. Il plauso del consigliere Cavallaro: “Restituita centralità e dignità all’Aula”
Quante volte una mozione, discussa animatamente in Consiglio Comunale e approvata a maggioranza, finisce poi per perdersi nei meandri della burocrazia senza mai trasformarsi in realtà? A Siracusa, questa prassi sembra essere giunta al capolinea.
Fino ad oggi, infatti, la gestione degli atti consiliari si limitava alla mera trasmissione della delibera ai dirigenti tramite e-mail, un sistema che non garantiva la tracciabilità dell’azione amministrativa e impediva ai consiglieri di verificarne lo stato di attuazione. Ora, le regole cambiano radicalmente.
Una nuova e stringente direttiva, firmata l’1 aprile dal Direttore Generale del Comune di Siracusa, Dr. Giorgio Giannì, ha introdotto un flusso strutturato obbligatorio per la presa in carico, il monitoraggio e la rendicontazione di tutti gli atti di indirizzo e delle mozioni approvate dall’Aula.
La direttiva, nata da una proposta dell’Assessorato al Bilancio e alla Trasparenza, impone ai dirigenti comunali un iter burocratico rigoroso e inequivocabile, scandito da precise tempistiche:
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Presa in carico formale (10 giorni): Entro 10 giorni lavorativi dalla ricezione della delibera, il dirigente competente per materia deve comunicare la formale presa in carico dell’atto.
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Cronoprogramma attuativo (30 giorni): Entro un mese, il dirigente deve stilare un piano sintetico contenente le azioni previste, i tempi stimati per la realizzazione e le eventuali criticità di natura normativa, finanziaria o tecnica.
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Il Registro Digitale: Viene istituito un vero e proprio fascicolo digitale su cloud per monitorare costantemente la pratica, con menù a tendina che indicheranno chiaramente lo stato di avanzamento: in corso, in corso di completamento, non attuabile o completata.
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Rendicontazione semestrale: Con cadenza semestrale, verrà redatto un report sullo stato di attuazione delle mozioni da inviare al Presidente del Consiglio Comunale e al Sindaco.
Ma la vera novità riguarda le conseguenze per chi non rispetta l’iter: la concreta attuazione di quanto previsto negli atti consiliari costituirà d’ora in poi un elemento fondamentale per la valutazione della performance individuale degli stessi dirigenti.
L’esultanza di Paolo Cavallaro: “Le mozioni non saranno più lettera morta”
La rivoluzione burocratica è stata accolta con grande soddisfazione tra i banchi di Palazzo Vermexio. Tra i più entusiasti c’è il consigliere comunale Paolo Cavallaro, che da mesi sollecitava un intervento su questo fronte.
“Dopo pochi mesi dall’insediamento del Consiglio comunale ho sollevato più volte la questione del monitoraggio delle mozioni approvate – spiega Cavallaro –. Non è ragionevole che, dopo l’approvazione in Consiglio, il consigliere debba continuare da solo la stessa battaglia, chiedendo nuovamente l’inserimento della mozione nella programmazione e presentando poi ulteriori emendamenti al bilancio”.
Per il consigliere, una proposta votata dall’organo di rappresentanza dei cittadini non appartiene più al singolo esponente politico, ma diventa patrimonio dell’intera città.
“Accolgo con vera soddisfazione la circolare del Direttore Generale Giannì – conclude Cavallaro –. È un atto importante perché afferma un principio semplice: le mozioni approvate non possono restare lettera morta. È un segnale di forte rispetto delle Istituzioni, che restituisce centralità al Consiglio comunale. Troppe volte, in passato, le mozioni sono rimaste senza seguito; oggi si afferma con chiarezza che il voto del Consiglio deve avere conseguenze concrete e verificabili per risolvere i problemi reali dei cittadini”.







