Aggiornato al 01/07/2026 - 11:38
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LA SVOLTA

Sparatoria a Catania, arrestate sei persone: quattro si nascondevano a Floridia

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L’11 giugno lo scontro a fuoco nella piazza di spaccio di San Giovanni Galermo: fermato anche un factotum per favoreggiamento

Arriva la svolta sulla sparatoria dell’11 giugno scorso in una piazza di spaccio di San Giovanni Galermo, a Catania, in cui sono rimasti feriti tre minorenni. Agenti della squadra mobile della Questura hanno eseguito il fermo di cinque persone indagate per tentato omicidio, porto abusivo di armi e munizioni. Contestata l’aggravante mafiosa per agevolato il clan Cappello-Bonaccorsi.

Una sesta persona, accusata di essere stato il loro ‘factotum’ del sodalizio, è stato fermata per favoreggiamento personale. Dall’analisi delle immagini di sistemi di videosorveglianza, la Polizia ha ricostruito la dinamica dell’agguato: sei persone su tre scooter arrivano in piazza e cominciano a sparare ad altezza d’uomo contro i presenti. Uno degli obiettivi, un minorenne, si è nascosto dietro a un chiosco di bibite e ha risposto al fuoco, rimanendo ferito. Dopo essere stato medicato in ospedale è stato arrestato e condotto, su disposizione del Gip, nell’Ipm di Bicocca.

Dall’incrocio di elementi tratti da testimonianze, intercettazioni telefoniche, ambientali e analisi del traffico telefonico, la squadra mobile è risalita all’identità dei presunti cinque componenti il comando armato che, subito dopo la sparatoria, si è nascosto in alloggi di fortuna, prima ad Adrano, poi a Siracusa, a Giardini-Naxos e Catania, con l’ausilio di un factotum, ma avendo come punto di riferimento un detenuto in carcere. Quattro dei sei arrestati sono stati intercettati a Floridia, dove si erano recati per alloggiare in una struttura alberghiera, e sono stati condotti al carcere di Cavadonna. Il factotum, secondo l’accusa, avrebbe ordinato anche il sequestro di una persona.

Secondo la Procura di Catania alla base del conflitto a fuoco ci sarebbe stata “una fibrillazione interna a due diverse componenti del clan Cappello-Bonaccorsi, per motivi non ancora chiariti”. Durante perquisizioni domiciliari la polizia ha sequestrato a casa di uno dei fermati una pistola calibro 6,35 risultata rubata, e i tre scooter utilizzati per compiere l’agguato. In sede di convalida è stata emessa la misura della custodia cautelare in carcere per i cinque presunti componenti del commando. Per il sesto indagato, accusato di favoreggiamento personale semplice, sono stati disposti gli arresti domiciliari

Fonte: ANSA

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