Aggiornato al 24/06/2026 - 12:15
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Incongruenze

TARI a Siracusa, annullata cartella da 2.800 euro: Controcorrente chiede le dimissioni di Coppa

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La denuncia di Sebastiano Musco (ControCorrente) sulle gravi disfunzioni negli uffici e sul web: “I sistemi non si parlano, il peso degli errori viene scaricato su anziani e persone fragili”

Le profonde incongruenze digitali e la mancanza di comunicazione interna tra i vari settori dell’ente rischiano di tradursi in un ingiustificato danno economico per i contribuenti aretusei. A lanciare l’allarme è Sebastiano Musco, esponente del movimento civico ControCorrente Siracusa, che ha vissuto in prima persona una vicenda emblematica, conclusasi con l’annullamento in autotutela di una richiesta di pagamento della TARI del valore di circa 2.800 euro, palesemente infondata ma già iscritta a ruolo.

La criticità è emersa nel momento in cui il cittadino, non avendo ricevuto il consueto avviso di pagamento cartaceo per l’anno 2026, ha deciso di verificare la propria posizione fiscale accedendo alla piattaforma digitale del Comune. Consultando i dati inseriti nel portale Linkmate a Siracusa, Musco ha inizialmente riscontrato il mancato calcolo del bonus ambientale spettante a chi conferisce regolarmente i rifiuti presso i centri di raccolta comunali. Una disfunzione tecnica, quest’ultima, che era già stata segnalata nelle scorse settimane da decine di residenti. Spinto dalla necessità di ottenere rettifiche, l’utente ha scoperto sul medesimo profilo web l’esistenza della maxi-cartella esattoriale riferita alle annualità comprese tra il 2020 e il 2022.

Una volta presentatosi agli sportelli fisici del Comune munito di visure e ricevute, Musco ha dovuto fare i conti con rimpalli di responsabilità tra uffici. In merito al bonus negato, gli impiegati hanno ammesso che l’anomalia dipendeva dal fatto che il settore Ecologia non aveva trasmesso i file aggiornati all’ufficio Tributi. Sulla cartella da 2.800 euro, invece, l’amministrazione ha inizialmente ipotizzato un errore di sdoppiamento legato a un altro immobile dello stesso condominio, sostenendo che l’unica via d’uscita per l’utente fosse quella di avviare un costoso ricorso legale dinanzi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Solo una successiva e insistente verifica catastale sul posto ha dimostrato l’assurdità della richiesta: i dati dimostravano che il cittadino era diventato proprietario solo nel 2022 e per una quota pari al 50%, all’interno di un appartamento in cui risiedevano stabilmente altre persone.

L’episodio ha spinto il movimento ControCorrente a chiedere l’avvio immediato di un’ispezione straordinaria sull’anagrafe tributaria del Comune di Siracusa. Sotto la lente d’ingrandimento finisce anche il capitolato d’appalto del servizio, dato che la bonifica e l’aggiornamento dei database risultano affidati alla società privata partner dell’ente, senza che vi sia un controllo preventivo della qualità dei dati da parte della politica. Il rischio concreto è che molti cittadini, meno avvezzi all’uso dei sistemi telematici o condizionati dalla paura di sanzioni, possano aderire alla Definizione Agevolata pagando somme non dovute. Per tali ragioni, il movimento ha chiesto una proroga dei termini della rottamazione e ha invocato un passo indietro formale da parte della guida politica del settore.

«Se una persona abituata a confrontarsi con le procedure amministrative ha dovuto impiegare ore per ottenere la correzione di errori macroscopici, è facile immaginare lo smarrimento di anziani e soggetti fragili di fronte al portale Linkmate a Siracusaha spiegato Sebastiano Musco –. Quando i disallineamenti non sono casi isolati ma diventano strutturali, il problema si sposta sul piano politico. L’Assessore ai Tributi, Pietro Coppa, deve assumersi la piena responsabilità di questo caos e rassegnare le dimissioni. La città merita uffici efficienti, non un sistema che costringe i contribuenti a difendersi dagli errori del Comune».

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