Aggiornato al 10/07/2026 - 17:58
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Tutela ambientale, Granata insorge: “Giù le mani dal Piano Paesaggistico Siciliano”

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L’ex assessore regionale contesta il decreto della giunta Schifani: “Si inverte il principio gerarchico rispetto agli strumenti urbanistici”

“La Regione Siciliana cerca di stravolgere il Piano Paesaggistico Siciliano attraverso un Decreto finalizzato sulla carta alla manutenzione dei Piani Paesaggistici”. A lanciare un atto d’accusa contro il governo regionale è Fabio Granata, presidente del movimento Articolo 9, che contesta apertamente l’ultima manovra della giunta Schifani sulle norme di tutela ambientale e consumo di suolo.

Il provvedimento andrebbe a eliminare di fatto la storica gerarchia delle norme che, fin dai primissimi anni 2000, vedeva il Piano Paesaggistico quale norma di riferimento assoluta alla quale dovevano obbligatoriamente adeguarsi sia i piani regolatori comunali sia le singole autorizzazioni a costruire.

«La Giunta Schifani rende possibile invece, attraverso una equivoca rivendicazione Statutaria, che un semplice Decreto Assessoriale possa determinare che aree classificate oggi di massima intangibilità e tutela paesaggistica vengano automaticamente declassate qualora uno strumento urbanistico preveda una destinazione edificatoria o infrastrutturale. Si inverte cioè il principio gerarchico: non è più il rispetto del paesaggio a orientare le trasformazioni del territorio, ma le trasformazioni urbanistiche e il nuovo consumo di suolo a determinare il livello di protezione».

Secondo Granata, che nel 2000 firmò il Piano Regionale del Paesaggio in continuità con il suo predecessore, l’onorevole Salvatore Morinello, la costruzione di nuove abitazioni, strade e infrastrutture “energetiche” verrebbe pericolosamente affidata alla totale discrezionalità di un Osservatorio regionale caso per caso, scardinando il Codice dei beni culturali.

«Un maldestro e inaccettabile trasferimento di potere decisionale non più affidato alle regole generali e pubbliche. In questo modo non si elimina formalmente il vincolo paesaggistico, ma lo si rende progressivamente negoziabile, mettendo in discussione un sistema normativo che pose la Sicilia all’avanguardia della legislazione, in piena coerenza con la Convenzione Europea del Paesaggio e con il Sistema Regionale dei Parchi Archeologici».

Il presidente di “Articolo 9” conclude il suo intervento con un appello perentorio al Presidente della Regione Siciliana: “Schifani rifletta e ritiri subito questa malsana “trovata” che renderebbe possibili nuove deturpazioni e ulteriori attacchi alla Bellezza del paesaggio siciliano”.

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