Aggiornato al 02/04/2026 - 12:08
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Uffici comunali a Siracusa, l’ira di Cavallaro: “Gestione fuori controllo, cittadini e dipendenti esasperati”

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Il consigliere denuncia le code all’Anagrafe di via Ramacca, l’assenza dei dirigenti in commissione e il rischio di nuovi debiti fuori bilancio: “Inaccettabile”

Attese interminabili agli sportelli, disservizi continui e un clima di profonda esasperazione che coinvolge sia l’utenza che i lavoratori. La situazione degli uffici comunali di Siracusa finisce al centro di un durissimo atto d’accusa politico firmato dal consigliere comunale Paolo Cavallaro, che definisce l’attuale gestione del personale “inefficiente, disorganizzata e priva di una visione chiara”.

Il malcontento strisciante, che da mesi serpeggia tra i corridoi degli uffici aperti al pubblico, è esploso in tutta la sua evidenza proprio in queste ore, spingendo il consigliere a chiedere un intervento immediato e non più differibile da parte dell’Amministrazione.

L’emblema di questa paralisi amministrativa, secondo Cavallaro, è l’Ufficio Anagrafe di via Ramacca, una struttura cruciale per i servizi essenziali, più volte rimasta sguarnita e con un numero del tutto insufficiente di operatori agli sportelli.

“Questa mattina c’erano cittadini inferociti per i tempi lunghi di attesa e per l’evidente esiguità del personale presente – denuncia il consigliere –. In un’occasione, un paio di mesi fa, a seguito delle proteste di cittadini rimasti letteralmente fuori da uffici chiusi, ho dovuto contattare personalmente il Dirigente per ottenere l’invio urgente di un’unità. Non è accettabile che si debba intervenire in questo modo per garantire servizi essenziali”.

Sul banco degli imputati non finiscono i lavoratori comunali, che anzi, secondo Cavallaro, stanno letteralmente tenendo in piedi la baracca con grande senso di responsabilità. Molti dipendenti si recano al lavoro anche in condizioni di salute non ottimali, pur di supportare i colleghi e garantire un presidio minimo per l’utenza siracusana.

Il vero nodo, squisitamente politico e amministrativo, riguarda l’organizzazione interna. Una disorganizzazione che rischia ora di presentare un conto salatissimo alle casse di Palazzo Vermexio:

  • Mansioni non riconosciute: Numerosi dipendenti sono costretti a svolgere mansioni superiori senza percepire il giusto e corrispondente riconoscimento economico.

  • Le sentenze: Iniziano già ad arrivare le prime sentenze del giudice del lavoro che condannano l’Ente.

  • L’impatto sulle casse: Il riconoscimento delle differenze retributive si traduce, di fatto, in nuovi debiti fuori bilancio che graveranno inevitabilmente sulle tasche di tutti i siracusani, frutto di quelle che Cavallaro definisce “scelte organizzative sbagliate e mai corrette”.

Il tentativo di affrontare l’emergenza nelle sedi istituzionali si è finora scontrato con un muro di gomma. Su richiesta dello stesso Cavallaro, era stato avviato un approfondimento specifico in Quarta Commissione consiliare, ma i lavori si sono inesorabilmente arenati a causa della “ripetuta assenza dei soggetti convocati”, un atteggiamento bollato come “un segnale grave di disattenzione verso i problemi concreti della città”.

L’opposizione non intende però fare passi indietro. L’Amministrazione, avverte il consigliere, non può più nascondersi dietro il silenzio o limitarsi alla gestione dell’emergenza quotidiana.

“Dopo le festività pasquali la Quarta Commissione sarà nuovamente convocata – annuncia Cavallaro –. In quella sede pretenderemo risposte chiare e soluzioni immediate. Non è più il tempo delle giustificazioni: lavoratori e cittadini meritano servizi dignitosi e il Comune ha il dovere di garantirli, prima ancora di aspettare di essere condannato in tribunale”.

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