Aggiornato al 22/03/2021 - 09:42
fabio granata siracusapress

Vaccini, Granata: “Non sono negazionista ma non chiudo gli occhi”

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Fabio Granata prova a mettere la parola fine sulla polemica innescata da lui stesso sui social con un commento in cui manifestava il suo scetticismo sulla univoca e indiscussa campagna vaccinale mondiale. Lo fa con un altro post in cui conferma la sua posizione, la spiega e si difende dichiarando apertamente di non essere negazionista.

“La maggioranza sostiene con entusiasmo messianico la vulgata della scienza ufficiale e crede come Vangelo alle assicurazioni degli scienziati e delle case farmaceutiche. Io no, nutro dei dubbi. E vorrei poterlo fare senza essere insultato o bollato come negazionista”.

Comincia così l’assessore comunale alla Cultura e alla Legalità del comune di Siracusa, ricordando il dolore profondo per la perdita di Calogero Rizzuto (il direttore del Parco Archeologico di Siracusa morto il 23 marzo dello scorso anno ndr) a dimostrazione che si guarderebbe bene dal dire che il Covid non esista o che non sia insidioso.

“Ma non chiudo gli occhi di fronte alla realtà che vedo e a ciò che succede – spiega Granata -. Il vaccino anti Covid è un vaccino doppiamente sperimentale poiché nuovo é il virus da combattere e nuova la tecnica a base genetica utilizzata.
Questi due fattori dovrebbero indurre le industrie del farmaco e gli enti di controllo ad agire con estrema cautela. Invece, anche spinti dall’emergenza e pressati dai governi sull’onda emotiva amplificata dai mezzi d’informazione e da ‘scienziati opinionisti’ in servizio permanente effettivo a reti unificate – continua – hanno preferito correre e bruciare le tappe”.

Tra chi nega la gravità del virus e rigetta con forza le misure governative di contenimento, ritenendo le mascherine inutili e le restrizioni lesive delle libertà individuali, e quelli che credono in maniera acritica alle affermazioni degli “insopportabili scienziati televisivi drogati da una inaspettata notorietà” e che prenderebbero il vaccino anche a colazione, Granata dichiara apertamente di stare in mezzo.

“Io, sarà un destino il mio, sono su una terza posizione – scrive l’ex Presidente dell’Antimafia – poiché mi sembrano due visioni estreme che hanno tuttavia una cosa in comune: l’ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza scientifica associata al fanatismo e alla pigrizia mentale. La foga con cui queste due categorie di persone si confrontano sui social a suon d’insulti mette tristezza. Io, che ho molti dubbi e me li tengo stretti, so bene che le più grandi pandemie della storia sono state sconfitte, alcune in modo naturale e altre grazie alla scienza. Ma posso voler approfondire le questioni relative ad alcuni vaccini anticovid a base genetica e capirne il meccanismo di funzionamento senza essere insultato? Posso farlo – si chiede ancora Granata – senza che qualche carneade mi esponga alla gogna mediatica dei social?”.

Nel suo post chiarificatore, Fabio Granata comunque non perdere occasione per criticare aspramente alcune scelte del Governo e si chiede: “Posso scegliere liberamente la tipologia di vaccino eventualmente da fare senza essere minacciato da quell’ebete (nel negare la libertà di scegliere il farmaco) di Speranza?”.

Per l’esponente della giunta Italia, il Covid, da problema serio da affrontare con equilibrio e senso di responsabilità, è stato invece trasformato in tragedia mondiale e rappresentazione scenica intrisa di novantenni eroici ed eroici infermieri. Quindi chiude: “Io mi fermo qui e non tornerò più sulla questione. Voglio essere lasciato in pace.
Parlare di Covid mi nausea, ma ho voluto chiarire, come sempre, il mio pensiero”.

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