La paradossale situazione segnalata su tutti i social, critiche sulla prima “tranche” di lavori per Agrigento, Capitale Italiana della Cultura 2025
L’arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Agrigento ha portato con sé non solo celebrazioni, ma anche un caso emblematico di cattiva gestione dei lavori pubblici. Per accogliere al meglio il Capo dello Stato, sono stati eseguiti in fretta lavori di rifacimento stradale da 510.000 euro, finanziati con fondi regionali. Tuttavia, nel caos della velocità, i tombini e i chiusini sono stati coperti di bitume, trasformando la manutenzione in un assurdo gioco con il metal detector per recuperarli il giorno successivo.
Questo episodio ricorda, purtroppo, le recenti criticità riscontrate anche a Siracusa, dove la gestione delle acque meteoriche ha evidenziato falle gravi nei lavori pubblici. La città e la zona periferica, in particolare Tivoli, ha affrontato piogge intense che hanno allagato strade e piazze, rendendo evidente che i sistemi di scolo e drenaggio non erano stati adeguatamente progettati o manutenzionati.
Il caso di Agrigento: lavori pubblici o paradossi?
Ad Agrigento, i lavori sono stati completati in soli tre giorni, contro le tre settimane necessarie, causando risultati disastrosi: tombini e griglie di scolo ricoperti di asfalto, rischiando allagamenti in caso di pioggia. Il presidente regionale del Codacons Giovanni Petrone ha annunciato la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti, per accertare eventuali danni erariali.
“Ci troviamo di fronte a sprechi di risorse pubbliche e violazioni delle norme di sicurezza”, ha dichiarato Petrone.
Siracusa non sta meglio
Anche a Siracusa, la situazione non brilla. I lavori per la gestione delle acque meteoriche sono stati più volte criticati per l’inefficacia. Gli allagamenti verificatisi in diverse zone della città hanno messo in evidenza griglie otturate e tombini non in grado di sopportare le portate d’acqua, generando disagi per cittadini e attività commerciali.
Se Agrigento con i suoi tombini coperti di bitume sembra aver toccato il fondo, Siracusa non è lontana da una gestione altrettanto problematica. I due casi, seppur diversi, evidenziano un comune denominatore: la mancanza di pianificazione e controllo nei lavori pubblici, che finiscono per gravare su cittadini e risorse pubbliche.







