Aggiornato al 10/11/2025 - 11:52
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Smarcamento

Bufera DC, vertici pagati dalla Regione: spunta un contratto da 42mila euro per la vice-presidente Donato

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Dopo il caso Abbadessa (presidente DC) con l’assessore Albano, emerge il contratto di Francesca Donato con l’assessorato di Andrea Messina. E lei si smarca dall’inchiesta Cuffaro: “Provo rabbia, disgusto e dolore”

Non c’è solo l’inchiesta giudiziaria sugli appalti truccati a scuotere la Democrazia Cristiana siciliana. Un nuovo imbarazzo politico emerge da Palazzo d’Orleans e riguarda i contratti fiduciari che legano i vertici del partito, nominati da Totò Cuffaro, direttamente agli assessorati regionali gestiti dalla DC.

Dopo il caso di Laura Abbadessa, presidente della DC in Sicilia, che ha ottenuto contratti di consulenza con l’assessorato alla Famiglia guidato da Nuccia Albano (DC), ora emerge una situazione analoga per la vice presidente nazionale del partito, Francesca Donato.

Dagli atti assessoriali, infatti, risulta che la Donato, eletta ai vertici dello scudocrociato due anni fa, ha firmato ad aprile di quest’anno un contratto da oltre 42mila euro con l’assessorato alla Funzione Pubblica, guidato dall’altro assessore cuffariano, Andrea Messina. L’incarico ufficiale è quello di “coordinatrice della segreteria tecnica” dell’assessore.

La notizia esplode mentre la Procura di Palermo attende di interrogare Totò Cuffaro (che si è già dimesso da segretario) e il capogruppo all’ARS Carmelo Pace per l’inchiesta su associazione a delinquere e corruzione.

Proprio su questo scandalo, Francesca Donato è intervenuta oggi con una lettera a Repubblica Palermo, usando parole durissime per smarcarsi. “Chi di noi era ignaro delle dinamiche contestate, oggi non può limitarsi a tacere”, ha scritto la vice-presidente DC. “A fronte della gravità delle accuse all’indirizzo di chi ha guidato il nostro partito fino a ieri… non si può nascondere la testa sotto la sabbia. Per quanto sia doloroso, dobbiamo avere il coraggio di dire ciò che proviamo. Personalmente, sono pervasa da sentimenti di rabbia, disgusto e dolore“.

Una netta presa di distanza che ora, alla luce del suo contratto con l’assessorato, rischia di apparire quantomeno complessa da gestire per un partito in piena bufera.

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