Aggiornato al 24/06/2025 - 13:24
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Lavoro e sviluppo

Infrastrutture Sicilia: piano da 60 miliardi con ponte, ferrovie e porti per una “Svolta storica”

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Presentato a Palermo il programma di Unioncamere e Regione. Aricò: “Da ostacolo a opportunità strategica”. Previsti 120.000 posti di lavoro con il Ponte, ma allarme per la carenza di 7.000 tecnici per i cantieri ferroviari

Una svolta storica per le infrastrutture in Sicilia, con un piano da quasi 60 miliardi di euro per colmare un gap di 50 anni e trasformare l’isola in un hub strategico nel Mediterraneo. È quanto emerso ieri a Palermo durante il convegno organizzato da Unioncamere Sicilia e Uniontrasporti, dove è stata presentata una strategia di network integrato che poggia sul Ponte sullo Stretto, la chiusura degli anelli ferroviario e autostradale, e la sinergia tra porti e aeroporti.

“Oggi arriviamo al culmine di una intensa collaborazione con l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò,” ha dichiarato in apertura Giuseppe Pace, presidente di Unioncamere Sicilia. “L’obiettivo non è solo superare il gap col resto del Paese, ma anche costruire un futuro sostenibile”.

Il ponte sullo stretto: motore dello sviluppo

Il futuro delle infrastrutture siciliane ruota attorno al Ponte sullo Stretto, un’opera da 13,5 miliardi di euro. Eugenio Fedeli, della società Stretto di Messina, ha spiegato che il Ponte “connetterà la mobilità della Sicilia a una rete europea” e renderà sostenibile il prolungamento dell’alta velocità. La Commissione europea ha evidenziato l’interesse collettivo dell’opera. La riunione del Cipess per l’approvazione del finanziamento è attesa entro la prima metà di luglio, con l’avvio dei lavori previsto per l’estate 2025, che secondo le stime creerà 120.000 posti di lavoro.

Una rete integrata: strade, ferrovie, porti e aeroporti

Il presente e il futuro prossimo delle infrastrutture in Sicilia si basano su 60 miliardi di euro di investimenti totali, di cui 42,5 miliardi già in atto.

  • Ferrovie: Matteo Mucci di RFI ha ricordato i 24 miliardi di investimenti (17 già finanziati), menzionando il completamento del raddoppio Palermo-Messina. Dario Lo Bosco di Italferr ha sottolineato la “cura del ferro” da 17,6 miliardi per connettere porti, aeroporti e città, come nel caso della nuova stazione di Trapani Birgi.
  • Strade: Luigi Mupo di Anas ha riferito sui 9 miliardi per nuove opere. Verranno appaltati i tratti Castelvetrano-Sciacca e la Tangenziale di Agrigento. Sono stati consegnati i lavori della tangenziale di Gela e a breve quelli della variante Vittoria-Comiso. L’assessore Alessandro Aricò ha aggiunto che “in pochi mesi metteremo a bando il lotto 9 della Siracusa-Gela”.
  • Porti e Logistica: La strategia regionale, ha spiegato Aricò, punta a un network integrato. I presidenti delle Adsp hanno illustrato gli investimenti: da Augusta come hub dell’eolico offshore che “darà lavoro a decine di migliaia di persone” (ha detto Francesco Di Sarcina), a Milazzo, fino ai 180 milioni per Termini Imerese e gli interventi su Gela, Licata, Sciacca, Porto Empedocle e Palermo. Questo attira investimenti privati, come i 30 milioni di euro annunciati da Pietro Coniglio (Isla) per Augusta. Silvio Damagini di Mercitalia Rail (Gruppo FS Logistix) ha confermato gli investimenti per una logistica integrata ferro-gomma-mare.

La sfida del lavoro: servono 7.000 addetti per i cantieri

Tanti investimenti richiedono manodopera qualificata. Filippo Palazzo, commissario straordinario per opere PNRR, ha lanciato l’allarme: “per le opere ferroviarie finanziate dal ‘Pnrr’ ci sarà bisogno fino a 7mila unità in più: ingegneri, gruisti, elettricisti, tecnici specializzati”. Una possibile soluzione arriva da Rfi, che con la sua Academy può curare la formazione del personale.

Le proposte delle istituzioni e delle imprese

Durante il convegno, Alessandro Albanese (Camera di Commercio Palermo Enna) ha lanciato l’idea di un'”Authority regionale del trasporto aereo” per dare più forza contrattuale agli scali siciliani. Nicolò La Barbera (Ordine Commercialisti Palermo) ha esortato le imprese a sfruttare i 15 miliardi di bandi disponibili. Infine, Ivo Blandina (Uniontrasporti) ha auspicato una riduzione dei tempi autorizzativi per le infrastrutture.

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