Aggiornato al 05/11/2025 - 13:56
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Basta tagli

“La Regione ha 3 miliardi di surplus”: l’ANCI chiede il raddoppio dei fondi per i Comuni

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Audizione alla Corte dei Conti. Amenta e Alvano: “Finita l’epoca dei tagli. Servono interventi per strade, scuole e rifiuti non finanziabili con il PNRR”

“Oggi esistono tutte le condizioni finanziarie per interventi strutturali a favore dei Comuni, delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi”. L’ANCI Sicilia alza la voce e, forte di un’audizione alla Corte dei Conti, chiede alla Regione di usare il suo “tesoretto” per il territorio.

Nel corso dell’audizione tenutasi oggi presso la Sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione siciliana, l’associazione dei comuni ha evidenziato la necessità di un intervento strutturale a doppio livello: regionale e nazionale.

Il surplus della Regione e la richiesta di raddoppio

Secondo i vertici ANCI, i tempi dei tagli sono finiti.

“È ormai evidente – dichiarano Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente Presidente e segretario generale di ANCI Sicilia – che la Regione Siciliana dispone oggi di maggiori margini di manovra rispetto al passato. La chiusura del piano di rientro con lo Stato, l’aumento delle entrate registrato negli ultimi anni e la presenza di un avanzo complessivo che supera i 2 miliardi, ma probabilmente prossimo ai 3, rendono possibile una nuova stagione di investimenti e di sostegno concreto agli enti locali”.

L’ANCI Sicilia ha, quindi, chiesto che parte di tali risorse sia destinata a un raddoppio delle somme attualmente previste per le spese correnti di Comuni, Città metropolitane e Liberi consorzi.

Fondi per ciò che il PNRR non copre

L’obiettivo è chiaro: consentire la realizzazione di attività e servizi non finanziabili attraverso i fondi straordinari del PNRR, della programmazione comunitaria o del Fondo di Sviluppo e Coesione.

Contestualmente, l’Associazione propone l’avvio di un piano straordinario di manutenzioni destinato a strade, scuole, verde pubblico e interventi di pulizia straordinaria, con particolare riferimento al contrasto del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti.

“Così come, negli anni passati, i Comuni hanno contribuito al risanamento finanziario regionale subendo una drastica riduzione delle risorse del Fondo per le autonomie locali – aggiunge Paolo Amenta – oggi è arrivato il momento di invertire la tendenza. Una parte significativa delle maggiori disponibilità economiche della Regione devono essere messe a disposizione degli enti che quotidianamente garantiscono servizi essenziali, qualità della vita e sostegno alle comunità e alle imprese”.

In tale prospettiva, l’ANCI Sicilia ritiene fondamentale rafforzare anche le strutture associative in cui operano i Comuni (servizi idrici, rifiuti, politiche sociali), oggi fortemente indebolite dall’assenza di risorse ordinarie.

La revisione dei “fabbisogni standard”

L’Associazione, inoltre, ha rinnovato la richiesta al Governo regionale e alla deputazione nazionale di proseguire il percorso per la revisione dei criteri di riparto dei fabbisogni standard dei Comuni siciliani, in coerenza con l’articolo 119 della Costituzione. Un’operazione che, secondo le stime, porterebbe un incremento delle risorse trasferite di circa 150 milioni di euro.

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