Il vicepresidente dei senatori Dem denuncia l’insufficienza dei fondi stanziati per il Ciclone Harry e la distrazione mediatica sul Festival. “Dov’è il piano di ricostruzione? Se non ci sono risorse, si sblocchino quelle del Ponte”
«Il silenzio è assordante, imbarazzante e umiliante». Non usa mezzi termini il senatore siracusano Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo PD a Palazzo Madama, che oggi lancia un durissimo attacco frontale alla Premier Giorgia Meloni e all’esecutivo nazionale. Al centro della polemica c’è la gestione del post-emergenza Ciclone Harry, che ha devastato Sicilia, Calabria e Sardegna, contrapposta all’attenzione mediatica riservata in queste ore alle polemiche sul Festival di Sanremo.
Secondo Nicita, spenti i riflettori della cronaca, il Governo avrebbe voltato le spalle ai territori colpiti, come Niscemi, simbolo del disastro idrogeologico. «Finite le passerelle e lo stanziamento di 100 milioni per danni stimati in due miliardi – tuona il senatore –, il governo sparisce da Niscemi e si trasferisce idealmente a Sanremo. La Presidente Meloni trova il tempo di occuparsi della partecipazione di un sedicente comico, ma non di dirci dove intende trovare le risorse per la ricostruzione».
La nota del senatore Dem è un lungo elenco di interrogativi che attendono risposte urgenti per l’economia dell’Isola:
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Sospensione tasse: Quando verranno congelati gli oneri fiscali e finanziari per famiglie e imprese colpite?
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Trasporti: Quando riprenderà la normale circolazione ferroviaria, ancora interrotta in diverse tratte?
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Turismo: Come potranno le imprese programmare la stagione estiva nell’incertezza?
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Settori produttivi: Come saranno risarciti i comparti vitali della pesca e dell’agricoltura?
Nicita torna poi su un tema caldo della politica infrastrutturale: il dirottamento dei fondi destinati al Ponte sullo Stretto. «Se non si vogliono sbloccare i fondi 2026 del Ponte, che chiaramente non saranno spesi quest’anno, dove intende il governo recuperare le risorse? – incalza Nicita –. Dov’è il piano strategico di ricostruzione, riparazione e compensazione?».
La conclusione è amara e politica: «Quali sono le priorità del governo? Che risposte si danno alla Sicilia, alla Calabria e alla Sardegna? Il Sud è figlio di un dio minore?».









