Aggiornato al 04/07/2025 - 09:22
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 Messina, Sequestro da 30 milioni di euro a due avvocati legati alla criminalità organizzata

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Colpiti professionisti al servizio di Cosa Nostra: confiscati 49 immobili e 7 aziende

Sarebbero due avvocati al servizio della mafia. La Guardia di Finanza di Messina ha eseguito un sequestro patrimoniale del valore di 30 milioni di euro nei confronti di due legali ritenuti vicini alle cosche siciliane.

Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina su richiesta della Procura Distrettuale. I destinatari del sequestro sono un ex avvocato messinese, attualmente affidato in prova ai servizi sociali, e un legale originario della provincia di Vibo Valentia ma operativo nel territorio peloritano.

L’operazione trae origine dall’indagine “Beta” del 2013, che ha accertato il concorso esterno in associazione mafiosa dell’ex avvocato messinese. L’uomo avrebbe fornito assistenza tecnico-legale ad un gruppo di Cosa Nostra collegato al clan Santapaola-Ercolano, partecipando direttamente alla commissione di alcuni reati. Le investigazioni hanno evidenziato come il professionista abbia elaborato strategie societarie per eludere le disposizioni antimafia, intestando fittiziamente diverse società a terze persone. Successivamente è stato radiato dall’albo degli avvocati.

Il secondo legale, originario della Calabria, è emerso dall’operazione “Default” del 2019, che ha smantellato un’associazione a delinquere composta da professionisti specializzati in reati contro il patrimonio. Il gruppo offriva servizi a imprenditori insolventi per preservare illegalmente i patrimoni societari dalle procedure esecutive, danneggiando creditori e fisco.

Il sequestro ha interessato sette compendi aziendali, una partecipazione societaria, una polizza assicurativa, un conto corrente, 49 immobili, tra cui alcuni di particolare pregio, e un motociclo. Tra i beni figura anche un podere nobiliare in Toscana, composto da una casa colonica e una cappella sconsacrata.

Secondo le ricerche storiche, l’immobile sarebbe un’antica rocca medievale appartenuta alla famiglia Chigi, che vi fece erigere una chiesa dedicata a San Bartolomeo risalente al 1200. La struttura rappresenta uno dei beni di maggior valore artistico e storico tra quelli sequestrati.

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