Aggiornato al 02/12/2025 - 09:14
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Guardia di Finanza

Palermo, Corruzione su appalti sanitari per 200 milioni: arresti domiciliari per cinque persone

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La Guardia di Finanza esegue misure cautelari per dodici indagati coinvolti in gare truccate nelle principali strutture sanitarie regionali: sequestrati 47mila euro di tangenti consegnate in contanti e mascherate da prestazioni di consulenza

La Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali e reali nei confronti di dodici persone indagate per corruzione e turbata libertà degli incanti in relazione a gare d’appalto in ambito sanitario del valore complessivo superiore a 200 milioni di euro. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo dopo gli interrogatori preventivi.

Cinque degli indagati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, uno all’obbligo di firma, mentre tutti hanno ricevuto misure interdittive. Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo, hanno fatto emergere un sistema di malaffare legato all’indizione e alla gestione di gare d’appalto varate da alcune tra le principali strutture sanitarie della regione.

Tra gli indagati figurano manager pubblici, imprenditori, professionisti e intermediari, tutti coinvolti a vario titolo nelle dinamiche di manipolazione delle procedure di aggiudicazione. Le indagini hanno documentato in diverse occasioni l’anticipazione dei documenti di gara, la condivisione di informazioni riservate sulle determinazioni delle stazioni appaltanti e la predisposizione diretta dei capitolati e dei disciplinari tecnici con l’intervento dei rappresentanti delle imprese da favorire.

Gli investigatori hanno ricostruito accordi corruttivi che prevedevano il pagamento di tangenti per centinaia di migliaia di euro, calcolate in percentuale rispetto al valore delle commesse e spesso mascherate da fittizie prestazioni di consulenza. Nel corso delle indagini sono state monitorate e documentate diverse consegne di denaro contante per un ammontare complessivo di 47.820 euro, successivamente sequestrato per ordine del giudice.

Le tangenti venivano dissimulate durante le conversazioni intercettate attraverso un linguaggio criptico che faceva riferimento alla consegna di generi alimentari. Il destinatario di queste somme sarebbe stato, ancora una volta, un noto professionista palermitano, individuato come fulcro del sistema corruttivo e già titolare di importanti incarichi pubblici.

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