Rintracciato il mezzo utilizzato per sottrarsi ai controlli e ha deferito un terzo uomo che si sarebbe tuffato in mare per raggiungerlo durante le concitate fasi dell’intervento del 21 giugno scorso nel golfo
I militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Palermo hanno proseguito gli accertamenti sui fatti avvenuti il 21 giugno scorso nel golfo di Capo Zafferano, quando un intervento aveva portato all’arresto in flagranza di due persone per violenza o minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Le indagini successive erano finalizzate a ricostruire in modo completo il ruolo di tutti i soggetti coinvolti nella vicenda.
L’analisi dei filmati acquisiti e ulteriori riscontri investigativi hanno permesso di identificare un terzo soggetto che, durante le fasi concitate del controllo, si sarebbe tuffato in mare da un natante presente nella zona per raggiungere la moto d’acqua già oggetto dell’intervento, allontanandosi poi rapidamente e sottraendo così sé stesso e il mezzo agli accertamenti di polizia. Per questa condotta l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.
Sulla base degli elementi raccolti, la Procura di Termini Imerese, diretta dal procuratore Angelo Vittorio Cavallo, per il tramite del sostituto procuratore Manfredi Lanza, ha emesso il 6 luglio un decreto di perquisizione e sequestro finalizzato al rintraccio della moto d’acqua utilizzata per sottrarsi al controllo.
Il 10 luglio i finanzieri del Roan di Palermo hanno eseguito il provvedimento, rintracciando e sequestrando il mezzo, ritenuto di interesse investigativo per la completa ricostruzione dei fatti. Il sequestro rappresenta il seguito dell’attività operativa svolta nell’immediatezza dell’episodio, quando la reazione degli equipaggi della Guardia di Finanza aveva consentito di contenere la situazione, mettere in sicurezza l’area e procedere all’arresto dei due soggetti resisi protagonisti delle condotte violente e minacciose nei confronti dei militari.







