Il deputato M5S attacca la nomina: “Si prenderà il cerino in mano di un’opera che non si farà mai”
La nomina di Pierluigi Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina SpA, a commissario per il ponte sullo Stretto scatena le polemiche del Movimento 5 Stelle. Il deputato Agostino Santillo definisce l’operazione “una buffonata infinita” e accusa il governo di tentare di salvare il salvabile di fronte a un’opera che “non verrà realizzata”.
“Meloni ha capito che sul ponte sullo Stretto Salvini ha combinato un casino che la metà basta, tanto che gli ha sfilato il dossier portandolo a Palazzo Chigi per tentare di salvare il salvabile”, dichiara Santillo in una nota. “Anche se, in realtà, da salvare non c’è nulla: la premier lo sa”.
Le quattro critiche del M5S
Il deputato pentastellato elenca una serie di motivazioni a sostegno della sua posizione. “Fare Ciucci commissario è la prova regina del totale fallimento di Meloni e Salvini dell’ultimo biennio”, afferma Santillo. “Fare commissario un artefice non secondario dei disastri documentali di questi anni, è semplicemente lunare”.
Il nodo centrale della critica riguarda il conflitto di interessi: “Ciucci, l’uomo che guida la Stretto di Messina SpA per fare gli interessi dei privati, verrebbe nominato controllore dal governo sulla stessa opera. È un’offesa alla decenza, e non è accettabile”.
Secondo Santillo, sarebbe necessaria “una figura terza e imparziale, che una volta per tutte valuti se il Ponte sullo Stretto ha senso farlo o meno, analizzando la reale fattibilità di scenari, in primis quello di non farlo e di potenziare il collegamento dinamico”.
Una nomina senza poteri
Il deputato del M5S sottolinea un ulteriore aspetto: “Ciucci verrebbe nominato, a quanto pare, senza poteri in deroga. Altra barzelletta: un commissario senza poteri da commissario. Praticamente un badante”.
“La verità è che Meloni, Salvini, Tajani e tutto il carrozzone sanno benissimo che questo ponte, sempre più un insulto all’intelligenza degli italiani, non verrà realizzato. Perché la fattibilità è ancora tutta da dimostrare”, prosegue Santillo.
Secondo il parlamentare, l’esecutivo avrebbe individuato in Ciucci “l’uomo che si cuccherà il cerino in mano del loro fallimento”. “Meloni è maestra quando c’è da cercare colpevoli non riconducibili a lei: et voilà, il gioco è fatto”, conclude il deputato.








