Aggiornato al 24/03/2026 - 10:49
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Turismo in Italia: vola il fatturato, ma la Sicilia resta ferma al 3,7%

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L’analisi dei flussi turistici evidenzia un divario territoriale netto, con quattro regioni che da sole assorbono la metà dei visitatori e la Sicilia che fatica a imporsi sui grandi numeri nazionali

Il settore del turismo, stando agliultimi dati Istat, gode di ottima salute e le proiezioni a lungo termine sono estremamente positive:

  • Impatto attuale (2025): Il turismo ha generato 237,4 miliardi di euro di Pil, incidendo per il 13,2% sull’occupazione.

  • Previsioni (2035): Si stima una crescita fino a 282,6 miliardi di Pil, con una ricaduta occupazionale del 15,7%.

  • Spesa estera: I viaggiatori internazionali hanno speso 60,4 miliardi di euro nell’ultimo anno, cifra che potrebbe sfiorare gli 80 miliardi nel prossimo decennio, confermando la grande attrattiva del Made in Italy.

I dati diffusi dall’Istat sui flussi del 2024 mostrano uno sbilanciamento evidente verso la parte settentrionale e centrale della Penisola. Veneto, Trentino Alto Adige, Lazio e Toscana si confermano le mete più ambite, attirando da sole quasi il 50% dei pernottamenti complessivi.

Analizzando le diverse macroaree, il Nord-est guida nettamente la classifica attestandosi a 181,1 milioni di presenze turistiche, registrando un incremento del 2,7% rispetto all’anno precedente. Ottime anche le performance del Centro Italia, che segue con 115,2 milioni di visitatori e fa segnare la crescita percentuale più alta, pari al +5,9%. Il Nord-ovest si posiziona terzo con 79,4 milioni di presenze e un aumento del 4,4%. Fanalino di coda, invece, il Sud Italia, che si ferma a 57,6 milioni di presenze complessive.

I numeri della Sicilia

Nonostante un trend positivo, l’Isola resta ancorata a metà classifica. Nell’ultimo anno rilevato le presenze turistiche siciliane sono aumentate da 16,4 a 17,3 milioni. Un miglioramento che garantisce il nono posto nella graduatoria nazionale, ma che in termini di peso specifico rappresenta soltanto il 3,7% del totale dei flussi turistici del Paese.

L’ottimismo per la crescita economica si scontra però con le instabilità internazionali. Le guerre in corso e la vertiginosa impennata dei costi del petrolio minacciano gravemente i trasporti e le strutture ricettive.

Il Ministero del Turismo ha avviato un confronto con le associazioni di categoria per studiare misure di sostegno di emergenza e strutturali. Gli interventi, tuttavia, dovranno superare l’ostacolo dei limiti di bilancio nazionali e dei rigidi vincoli imposti dall’Unione Europea sugli aiuti di Stato. Un aggiornamento tra le parti è atteso nelle prossime settimane, subito dopo le necessarie interlocuzioni con Bruxelles.

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