Da sabato 20 giugno vivono i capolavori donati dal Maestro alla sua patria dell’anima: “Una figura straordinaria, ambasciatore internazionale della ceramica nei cinque continenti”
Dopo il grande successo registrato durante la giornata inaugurale dello scorso 12 giugno, il Museo delle Arti Ceramiche Nino Caruso apre ufficialmente le porte alle visite del pubblico a partire da sabato 20 giugno 2026.
L’importante istituzione culturale è stata fortemente voluta e realizzata dal Comune di Comiso. Il progetto è stato completato grazie a un strategico finanziamento del Ministero della Cultura, ottenuto nell’ambito del Piano per l’Arte Contemporanea.
La collezione permanente espone oltre cento sculture e manufatti di pregio, frutto della generosa donazione che l’artista ha voluto fare alla città iblea, da lui sempre considerata come la vera patria dell’anima.
Il layout del museo si sviluppa attraverso tre grandi sale ordinate secondo un criterio cronologico e tematico. In linea con le direttive del Ministero della Cultura in materia di superamento delle barriere senso-percettive, in ogni spazio si attiva un innovativo percorso di fruizione tattile che consente ai non vedenti e a tutti i visitatori di esplorare direttamente alcune opere originali.
L’articolazione delle sale nel cuore del centro storico:
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Sala 1 (Le origini e il design): ospita la serie Arcaica, con sculture realizzate a colombino che traggono ispirazione dalle anfore greche, dai manufatti etruschi e dalle rocce dell’Addaura. Presente anche la serie Design, con maioliche d’uso prodotte tramite l’originale tecnica del colaggio;
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Sala 2 (Spazio e Mito): raccoglie le opere murali e le sculture legate ai temi mitologici e all’architettura del Mediterraneo, dove la materia diventa uno strumento per connettere superficie e luce. Spiccano inoltre Le Lucerne, che reinterpretano le forme della tradizione in chiave essenziale;
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Sala 3 (L’industria e l’essenza): evidenzia l’approccio applicato all’architettura e alla produzione industriale. Contiene i moduli tridimensionali della celebre collezione “Marazzi Forme” e si chiude con i Feticci, opere dell’ultima stagione creativa sospese tra antico e contemporaneo.
Nino Caruso ha rappresentato una figura centrale nel rinnovamento della scultura del secondo Novecento, capace di superare la storica dicotomia tra arte e artigianato d’arte.
La sua intensa attività – dalla fondazione del Centro Internazionale di Ceramica a Roma fino all’impegno didattico in Europa, Stati Uniti e Giappone – testimonia una concezione della cultura come trasmissione strutturata del sapere e dialogo costante con il design.
«È proprio il rapporto costante per più di un decennio con l’industria ad aver reso unica la figura di Caruso nel panorama culturale italiano – scrive Marco Meneguzzo, Curatore del Catalogo del Museo –. Le sue installazioni hanno ridefinito il concetto di arredo e struttura architettonica».
Il valore internazionale del Maestro è confermato dalle grandi retrospettive a lui dedicate a Tokyo e dal Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Inoltre, nel 2022, la Presidenza della Repubblica Italiana ha acquisito per il progetto Quirinale Contemporaneo la scultura Memorie di Sicilia, oggi stabilmente esposta nei giardini della Tenuta presidenziale di Castelporziano.
L’Amministrazione comunale ha voluto un’istituzione proiettata in una dimensione globale, un Museo delle Arti Ceramiche Nino Caruso aperto al confronto con la complessità del presente e pronto a generare nuove opportunità di crescita per il territorio.







