I produttori saranno obbligati a riparare i beni anche fuori garanzia, i ricambi dovranno avere prezzi ragionevoli e la garanzia si allungherà di 12 mesi in caso di aggiustamento
Una rivoluzione verde e consumeristica per dire addio alla cultura del “usa e getta” e fermare il fenomeno dell’obsolescenza programmata. Entro il prossimo 31 luglio, tutti gli Stati membri dell’Unione Europea — Italia compresa — dovranno recepire ufficialmente la direttiva UE che incentiva e tutela la riparazione dei beni di consumo.
Il provvedimento nasce per contrastare lo smaltimento prematuro di elettrodomestici e dispositivi tecnologici ancora utilizzabili. Come ricordato da Assoutenti (che ha contestualmente avviato una campagna nazionale sul riuso), ogni anno la dismissione affrettata di prodotti riparabili genera in Europa circa 35 milioni di tonnellate di rifiuti, con un impatto ambientale ed economico insostenibile.
Le nuove tutele europee ridefiniscono il rapporto tra consumatori, riparatori e case madri attraverso una serie di paletti stringenti:
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Obbligo di riparazione fuori garanzia: I produttori avranno l’obbligo penale e amministrativo di riparare un bene difettoso o guasto anche dopo la scadenza della garanzia legale, a patto che il prodotto sia tecnicamente riparabile.
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Modulo informativo unico europeo: Prima di avviare qualsiasi intervento, il riparatore dovrà consegnare al cliente un documento trasparente e standardizzato con i costi dettagliati, i tempi di consegna, la natura del guasto e l’eventuale messa a disposizione di un dispositivo sostitutivo.
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Pezzi di ricambio a prezzo accessibile: Le aziende produttrici non potranno più scoraggiare le riparazioni fissando prezzi spropositati per le componenti di ricambio o negando gli strumenti tecnici ai laboratori indipendenti.
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Gestione degli importatori extra-UE: Se il fabbricante risiede fuori dai confini dell’Unione Europea, l’obbligo di garantire assistenza e ricambi ricadrà direttamente sul suo rappresentante autorizzato nell’UE o sull’importatore.
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Beni ricondizionati: Solamente nei casi in cui la riparazione risulti del tutto impossibile, il produttore potrà offrire al cliente un dispositivo ricondizionato equivalente.
Se il malfunzionamento si verifica mentre il prodotto è ancora coperto dalla garanzia legale, il consumatore manterrà il diritto di scegliere tra la sostituzione integrale e la riparazione. Tuttavia, la direttiva introduce un forte incentivo per chi sceglie di non buttare l’oggetto: se si opta per la riparazione, la durata della garanzia legale viene prorogata automaticamente di ulteriori 12 mesi a partire dal momento in cui il bene riparato viene riconsegnato.
Il percorso di riforma si completerà progressivamente nei prossimi anni. Entro il 31 luglio 2027 nascerà una piattaforma online unica europea pensata per orientare i cittadini. Il portale permetterà di geolocalizzare e confrontare:
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Riparatori autorizzati e indipendenti della propria zona.
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Venditori di beni ricondizionati certificati.
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Acquirenti di prodotti guasti intenzionati a rigenerarli.
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Iniziative dal basso di riparazione partecipativa (Repair Café).
«L’Italia si è già attivata attraverso uno schema di decreto legislativo per modificare il Codice del Consumo — dichiara Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti —. Si tratta di norme storiche che impattano positivamente sull’ambiente e sui portafogli dei cittadini: fermare l’obsolescenza programmata spingerà finalmente le aziende a costruire prodotti destinati a durare nel tempo».








