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Goletta Verde nel SIN di Priolo: “Bonifiche ferme da 25 anni, il 90% del sito è inquinato”

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Blitz di Legambiente a terra e a mare con lo striscione “Nel Nome del Popolo Inquinato”. Castronovo: “Tassi di tumore altissimi”. Chieste bonifiche immediate, riconversione industriale e l’applicazione del principio “chi inquina paga”

“Nel Nome del Popolo Inquinato – Bonifica subito!”. Con questo grido d’allarme, Goletta Verde di Legambiente ha realizzato questa mattina un blitz a terra e a mare di fronte al SIN (Sito di Interesse Nazionale) di Priolo. L’azione ha denunciato i ritardi ultraventennali nelle bonifiche e la cattiva gestione del depuratore IAS, chiedendo a gran voce “Ecogiustizia subito”.

La denuncia di Legambiente: “Oltre il 90% del SIN ancora da bonificare”

“Dei 5.075 ettari di aree a terra e dei 10.129 di area a mare, dal 1998 a giugno 2024 risultano bonificati con certificazione appena il 2,2% e il 2,1%”. I dati, snocciolati da Tommaso Castronovo, Presidente di Legambiente Sicilia, fotografano una situazione drammatica. “Oltre il 90% del territorio contaminato è in attesa di bonifiche, e i 178.651 cittadini che vivono nelle zone limitrofe continuano ad essere esposti a sostanze contaminanti quali amianto, diossine, PCB, metalli pesanti, con la conseguenza di un altissimo tasso di tumori e morte. Bisogna accelerare i tempi per la bonifica e investire sulla riconversione industriale.”

Il SIN di Priolo, che si estende da Augusta a Siracusa, è una delle aree industriali più complesse d’Europa, con una contaminazione che ha compromesso suolo, falde acquifere e aria.

“Ecogiustizia subito”: le 4 azioni proposte

La tappa di Goletta Verde rientra nella campagna nazionale “Ecogiustizia subito”, promossa da Legambiente insieme a ACLI, AGESCI, ARCI, Azione Cattolica e Libera. “Chiediamo impegni concreti e tempi certi per le bonifiche, l’applicazione del principio ‘chi inquina paga’, e il diritto alla salute e alla transizione ecologica,” ha dichiarato Alice De Marco, portavoce di Goletta Verde.

La campagna rilancia 4 azioni di intervento prioritarie per il SIN di Priolo:

  1. Approfondimento dello stato di inquinamento e ripartizione degli oneri di bonifica.
  2. Bonifica immediata delle aree dove è già possibile, come l’ex impianto Cloro-Soda.
  3. Ristrutturazione ed efficientamento del depuratore IAS con i fondi FSC 2021-2027.
  4. Riconversione dell’intero comparto industriale verso l’economia circolare e le rinnovabili, per creare nuovi posti di lavoro e abbattere le emissioni.

Legambiente ricorda anche l’incertezza sul futuro del depuratore IAS, sequestrato per disastro ambientale nel 2022, il cui destino, in assenza di un piano di risanamento, appare segnato.

Lunedì 21 luglio, a Porto Empedocle (AG), si terrà la conferenza stampa finale con la presentazione dei dati del monitoraggio di Goletta Verde lungo tutte le coste siciliane.

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