Al Cineteatro King la replica dello spettacolo ispirato all’opera di Giuseppe Fava. Un progetto che promuove inclusione, riflessione e partecipazione
Un palcoscenico aperto all’inclusione e alla riflessione sociale: è questo il cuore del progetto di teatro inclusivo che ha visto protagonisti gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore di Palazzolo Acreide. Gli alunni sono saliti sul palco dell’auditorium comunale per mettere in scena “Il Proboviro”, adattamento ispirato all’omonima opera teatrale di Giuseppe Fava, figura centrale del giornalismo e della cultura siciliana.
La prima rappresentazione si è svolta davanti al pubblico scolastico, ma lo spettacolo verrà replicato per tutta la cittadinanza giovedì 13 giugno alle ore 21 presso il Cineteatro King.
Lo spettacolo è stato curato da Massimo Pantano, con il supporto delle docenti referenti Teresa Pantano, Maria Assunta Caligiore e Natya Migliori, che nel corso degli ultimi mesi hanno guidato gli studenti di diverse classi nell’approfondimento e nell’adattamento contemporaneo del testo.
Il progetto si inserisce nel più ampio piano di attività promosse dall’IIS di Palazzolo Acreide, diretto dal dirigente scolastico Renato Santoro. L’istituto comprende diversi indirizzi di studio: Tecnico Industriale, Alberghiero, Agrario, Liceo Classico, Linguistico, Scienze Umane e Artistico.
I giovani attori che hanno preso parte allo spettacolo sono:
Alexei Corrente, Gabriele Musso, Alisja Ferla, Giulia Pantano, Ylenia Pantano, Giada Caligiore, Ylenia Spata, Iside Di Pietro, Valentina Sorrentino, Simone Gianino, Annalisa Gionfriddo, Daniel Grumazesco, Gioacchino Cannizzo, Alessio Tinè, Marco Tartaglia, Carlantonio Arguiulo, Filippo Carcassi, Gabriele Intagliata, Francesco Formica, Michele Sortino, Aurora Pantano, Riccardo Barone, Carmine De Luca, Gesualdo Sbriglio, Lorenzo Grumazesco, Giuseppe Gallo.
“Il Proboviro” è un’opera teatrale scritta nel 1972 da Giuseppe Fava, che si colloca nel solco della sua produzione giornalistica e artistica di denuncia. La vicenda ruota attorno alla figura del “proboviro”, incaricato di giudicare e mediare all’interno di una comunità dominata dalla corruzione e dall’ipocrisia. Il ruolo, apparentemente morale, assume un valore ironico, poiché il protagonista si scontra con una realtà profondamente distorta.
Sebbene l’opera sia ambientata nella Sicilia degli anni Settanta, i suoi temi – corruzione, potere, giustizia – sono ancora oggi drammaticamente attuali.
“Abbiamo scelto di rappresentare un testo di Giuseppe Fava – spiegano i docenti –, non soltanto perché è stato un nostro illustre concittadino, di cui quest’anno ricorre il centenario della sua nascita, ma soprattutto perché con il suo lavoro intendeva scuotere la coscienza collettiva sfidando le convenzioni sociali e culturali e cercando di dar voce a chi veniva messo ai margini. Possiamo considerare Fava un precursore di quel concetto di inclusione portato avanti dal nostro istituto da anni. Anche se non usava la parola “inclusione”, Giuseppe Fava lottava per una società più giusta, equa e solidale, dove nessuno fosse lasciato indietro. Il suo impegno civile e la sua opera possono oggi essere letti come un esempio forte di inclusione sociale e culturale”.







