Aggiornato al 08/09/2025 - 14:27
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Ricostruzione

Debito fuori bilancio da 51mila euro. FdI Siracusa all’attacco: “Disorganizzazione totale”

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Domani in Consiglio il caso Respin Srl: un decreto ingiuntivo del 2023 non opposto e pagato solo nel 2025. Cavallaro e Romano (FdI): “Il Sindaco avvii un’indagine interna”

Il Consiglio Comunale di Siracusa è chiamato domani, 9 settembre, ad approvare un debito fuori bilancio per un totale di 51.618,12 euro, di cui ben 10.051,74 euro solo per interessi legali maturati.

Il debito riguarda lavori di riqualificazione della connessione tra la stazione ferroviaria e piazzale Marconi (Piazza della Stazione e via F. Crispi), affidati alla Respin S.r.l.

Sul caso interviene duramente il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia (Paolo Cavallaro e Paolo Romano), che denuncia una “totale disorganizzazione degli uffici comunali” come causa diretta di questo spreco di denaro pubblico.

La cronistoria del debito: un decreto ingiuntivo “dimenticato”

La vicenda nasce dal mancato pagamento di fatture alla Respin S.r.l. L’azienda ottiene il Decreto Ingiuntivo n. 479 dal Tribunale di Siracusa il 18 aprile 2023, per una somma di 37.525,29 euro (oltre interessi e spese).

Il decreto, notificato il 21 aprile 2023, non è stato opposto dal Comune di Siracusa entro i termini di legge, diventando esecutivo già il 7 luglio 2023.

Denuncia FdI: “In sostanza un decreto ingiuntivo non opposto, pagabile già nel 2023 per evitare il decorso a carico della collettività di ulteriori interessi legali, viene tenuto dentro un cassetto per 2 anni”.

L’arrivo del precetto e il caos negli uffici

Dopo due anni, quest’anno la società notifica l’atto di precetto (il passo finale prima del pignoramento) in data 3 giugno 2025.

Qui, secondo FdI, emerge il caos burocratico:

  1. Il precetto viene erroneamente assegnato all’ufficio Tributi.
  2. Arriva all’ufficio Legale solo il 19 giugno (16 giorni dopo).
  3. Viene trasmesso dall’Avvocatura al Settore Mobilità e Trasporti solo il 25 giugno.

La trattativa fallita e l’altro contenzioso

Nonostante il titolo fosse ormai esecutivo (e quindi il debito certo e dovuto), il RUP dell’Ufficio Mobilità ha formulato una proposta transattiva alla società creditrice, proponendo di non corrispondere né gli interessi legali maturati né le spese del precetto. Proposta, sottolinea FdI, “che non accetterebbe alcun creditore” e che infatti l’avvocato della società ha rigettato.

Esiste inoltre un’altra controversia pendente tra il Comune e la stessa Respin S.r.l., che l’Avvocatura aveva suggerito di definire in un unico accordo, ma la proposta di transazione fallimentare ha bloccato tutto.

FdI: “Il Sindaco avvii indagine. Pantalone paga!”

“Si giunge alla proposta di approvazione del debito fuori bilancio”, attaccano Cavallaro e Romano, “con un’enormità di interessi maturati per la totale disorganizzazione degli uffici comunali”.

FdI definisce la vicenda “Roba da Scherzi a Parte, se non ci fossero in ballo i soldi dei contribuenti!” e sottolinea come non sia la prima volta che l’Amministrazione “scivola sull’organizzazione e soprattutto sulla prevenzione dei contenziosi”, citando numerosi atti di precetto passati, anche per cifre irrisorie, scaturiti dalla stessa disattenzione.

“E Pantalone paga!”, concludono i consiglieri. “Non ci resta che confidare che simili strafalcioni non avvengano mai con i contenziosi milionari. Il Sindaco avvii un’indagine interna e proponga soluzioni per una gestione efficace della risoluzione di tutto il contenzioso”.

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