La Regione Siciliana distribuisce un fondo speciale ai Comuni che rispettano le scadenze contabili e aumentano la capacità di riscossione dei tributi locali
Dopo i commissariamenti, arrivano gli incentivi. La Regione Siciliana premia i Comuni più attenti alle scadenze contabili e alla riscossione dei tributi. Un decreto dell’assessore regionale agli Enti Locali Andrea Messina, pubblicato ieri sul sito ufficiale del dipartimento, dà attuazione a quanto previsto dalla legge regionale 1/2025, approvata dall’Ars entro la fine dello scorso anno.
La norma, contenuta all’articolo 6, comma 23, della finanziaria regionale, prevede uno stanziamento di 4,5 milioni di euro come contributo straordinario al bilancio dei Comuni. Non tutti, però, potranno beneficiarne: il provvedimento si rivolge esclusivamente a quegli enti locali che abbiano approvato il rendiconto 2024 entro il 30 aprile 2025 e che abbiano incrementato di almeno il 3% la riscossione dei tributi propri rispetto al 2023.
Criteri di ammissibilità
L’avviso specifica che potranno partecipare solo i Comuni in regola con i tempi di approvazione del rendiconto di gestione e che dimostrino un’effettiva crescita nella riscossione delle entrate classificate nei titoli I e III del rendiconto, come Imu, addizionale Irpef e Tari.
L’incremento deve essere certificato con una dichiarazione firmata dal responsabile finanziario e dal segretario comunale.
Come verranno distribuiti i fondi
Il decreto stabilisce anche i criteri di riparto del fondo:
-
30% dei 4,5 milioni sarà diviso in parti uguali tra i Comuni che rispettano i requisiti
-
Il restante 70% sarà distribuito in proporzione all’incremento di riscossione ottenuto da ciascun ente
Controlli e precedenti
Nei mesi precedenti, l’assessorato aveva inviato commissari ad acta nei Comuni inadempienti per sostituire i consigli comunali nell’approvazione dei rendiconti, come previsto dal Testo unico degli enti locali (Tuel), che non ammette proroghe su questa materia.
Riscossione e consenso
La decisione punta anche a incentivare una maggiore responsabilità politica nella gestione dei tributi. In Sicilia, l’evasione fiscale locale resta elevata e spesso le amministrazioni preferiscono non adottare misure incisive per non compromettere il consenso elettorale.
Il rischio è quello di un circolo vizioso: senza risorse proprie, i Comuni offrono meno servizi, alimentando sfiducia nei cittadini e ulteriori comportamenti elusivi.











