Il Sindaco e Presidente Francesco Italia: “dimostrazione di quanto la Fondazione INDA sia ormai un punto di riferimento sul territorio nazionale”
Un evento artistico monumentale che unisce teatro, danza e musica, creando un dialogo serrato tra la più profonda tradizione e la creazione contemporanea, per celebrare l’identità culturale del nostro Paese. Si intitola “Dentro c’è l’Italia” ed è l’esperienza immersiva, concepita dal genio di Giuliano Peparini e realizzata dalla Fondazione INDA di Siracusa, che aprirà ufficialmente le porte dell’edizione 2026 del Vinitaly.
Dopo il clamoroso successo di pubblico e critica ottenuto con l’inaugurazione del G7 Agricoltura e Pesca a Siracusa, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) ha deciso di puntare nuovamente sul tandem siculo-internazionale. Ha affidato così a Giuliano Peparini, direttore artistico e regista acclamato in tutto il mondo, e alle maestranze dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico la regia di un grande evento dedicato all’eccellenza italiana.
Il sipario si alzerà venerdì 11 aprile, alle ore 20:00, nella suggestiva cornice di piazza Bra, proprio davanti all’Arena di Verona. Sarà una spettacolare festa scenica che vedrà il coinvolgimento di oltre 100 artisti tra cantanti, ballerini e attori.
Protagonisti assoluti saranno gli allievi della Peparini Academy e dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico (la prestigiosa scuola di teatro dell’INDA di Siracusa). Sotto la sapiente direzione di Peparini, i giovani talenti daranno vita a un flashmob che coinvolgerà anche 70 danzatori della scuola Urban Dancefloor di Verona. A impreziosire la performance multisensoriale ci saranno le esibizioni di un duo acrobatico “hand to hand” e la voce del cantante e pianista siracusano Ernesto Marciante.
“Lo spettacolo crea un dialogo tra tradizione e contemporaneità ispirandosi a grandi opere del repertorio europeo di autori come Francesco Redi, Euripide e Claudio Monteverdi – spiega il regista Giuliano Peparini –. Mette in luce una visione poetica, sensoriale e sacra del vino, inteso come fonte di gioia, trasformazione e legame collettivo. Attraverso una scrittura scenica immersiva, viene presentato come simbolo vivo di identità, memoria e condivisione, capace di raccontare storie intime e collettive”.
L’orgoglio dell’INDA: “Siamo un punto di riferimento nazionale”
La chiamata da parte del Ministero rappresenta una consacrazione definitiva per l’Ente teatrale siracusano, che esporta le proprie eccellenze ben oltre i confini del Teatro Greco.
“L’invito da parte del ministero dell’Agricoltura a creare un evento come l’inaugurazione del Vinitaly e a realizzare un’installazione scenica è un’ulteriore dimostrazione di quanto la Fondazione INDA sia ormai un punto di riferimento sul territorio nazionale – commenta con orgoglio Francesco Italia, sindaco di Siracusa e presidente dell’INDA –. Si rinnova anche il connubio con Peparini nel segno dell’arte, del teatro e della valorizzazione dei giovani talenti, sia della nostra Accademia che della Peparini Academy”.
Giuliano Peparini e la Fondazione INDA non si limiteranno alla sola serata inaugurale, ma saranno protagonisti per tutta la durata del Vinitaly, dal 12 al 15 aprile.
A dominare gli spazi della fiera ci sarà un’installazione lunga 30 metri e alta 10, interamente realizzata dalle sapienti maestranze dell’INDA. All’interno di questa monumentale scenografia, su iniziativa del Ministero della Cultura, troveranno posto ben sei statue di epoca romana provenienti dalle inestimabili collezioni delle Gallerie degli Uffizi e da Palazzo Pitti di Firenze.
I visitatori, guidati dagli allievi della Peparini Academy, potranno percorrere la struttura interagendo con proiezioni visive, paesaggi sonori e persino essenze olfattive, per un’immersione totale nei sensi e nella cultura del vino italiano.
“Al centro del progetto c’è la scelta artistica forte di valorizzare i giovani talenti – conclude Giuliano Peparini –. Abbiamo coinvolto artisti di Verona per radicare l’evento nel territorio, conferendogli al tempo stesso una dimensione internazionale. Questo radicamento locale diventa una vera e propria firma: quella di un’Italia orgogliosa delle proprie radici, aperta al mondo e animata da un’energia collettiva”.







