Aggiornato al 27/02/2026 - 12:20
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Sanremo 2026, “Lapo” risolleva il Festival e il pubblico apprezza

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Tempi comici perfetti e “gag” a raffica, Ubaldo Pantani è l’asso che riporta comicità geniale e varietà al Festival di Sanremo

Share al 60,6% e 9,5 milioni di spettatori: il Festival di Sanremo torna a macinare record (è infatti la terza serata più vista dal 1990, seppur con un calo di spettatori in valore assoluto) e grazie ad una migliore costruzione della serata, con protagoniste certamente le canzoni ma ancora di più un eccezionale “Lapo” di Ubaldo Pantani.

Il varietà, di cui si sentiva la mancanza, dopo aver fatto capolino nella seconda serata si riprende la scena ieri sera, con Carlo Conti finalmente ottima spalla di un dissacrante Pantani che lo scambia per Fazio e ringrazia il network Sky a cui apparterrebbe anche “Rai 9”.

Bellissima, ma onestamente non proprio comprensibile invece la presenza di Irina Shaeyk.

Geniale Pantani, tanto da far spesso scoppiare a ridere gli stessi cantanti prima delle loro esibizioni, ma in generale tutta la serata scorre via molto bene, con una Laura Pausini finalmente a suo agio – magnifico il suo omaggio insieme al coro dell’Antoniano a Michael Jackson con “Heal the World” – sempre apprezzato poi il ritorno di Ramazzotti all’Ariston, con la bravissima (anche in italiano) Alicia Keys, superiore anche ai problemi tecnici (quest’anno oggettivamente piuttosto frequenti).

Breve ma intensa la presenza, per la promozione del loro film, di Virginia Raffaele e Fabio de Luigi, emozioni e lacrime poi per il collegamento con il giovane Paolo Sarullo, vittima di un’aggressione di baby gang che però ha “perdonato” i suoi aggressori, un segnale davvero fortissimo.

Il momento istituzionale è tutto per Mogol, il paroliere per definizione, un vero monumento della canzone che dal palco di Sanremo riceve il meritato riconoscimento per le oltre 1700 canzoni depositate alla Siae dal 1960.

Dal punto di vista delle canzoni segnaliamo la vittoria del giovane Niccolò Filippucci, ma il bel premio di consolazione per la seconda arrivata, Angelica Bove, vincitrice del premio della critica Mia Martini.

La cinquina della terza serata ha visto ai primi posti, sempre in ordine sparso, Arisa con “Magica favola”, Sayf con “Tu mi piaci tanto”, Luchè con “Labirinto”, Serena Brancale con “Qui con me” e Sal Da Vinci con “Per sempre sì”.

Merita un attimo di attenzione il fenomeno Sal Da Vinci: la sua “Rossetto e caffè” è sempre cantata dal pubblico dell’Ariston in fase di presentazione e il suo pezzo, onestamente neomelodico, complice una breve ma d’effetto momento coreografico, è diventato un tormentone che accompagnerà sicuramente numerosi matrimoni partenopei ma non solo. Sal Da Vinci si è commosso dopo l’ennesima standing ovation dell’Ariston, sancendo una sorta di seconda rinascita per un artista che di gavetta, come dice lui stesso, ne ha fatta davvero tanta.

La serata dei duetti e delle cover del venerdì, inventata da Bonolis, è storicamente quella della festa e dello spettacolo puro: tutta Siracusa in particolare attende con curiosità il fenomeno Tony Pitony, pronto a fare coppia con l’altra bella sorpresa del Festival, Ditonellapiaga.

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