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Teatro di Priolo: “Noi del conte rosso”, la tragedia sonda i chiaroscuri dell’animo umano

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La rappresentazione, per la regia di Deila Caruso, è stata preceduta da un video che riprendeva il piroscafo dalle alterne destinazioni e la cui realizzazione iniziò nel 1914 “in un cantiere scozzese di Glasgow

Lo spettacolo “Noi del Conte Rosso”, messo in scena al Teatro Comunale di Priolo con l’adattamento e la riduzione teatrale di Sebastiano Privitera, attraverso il racconto di alcuni immaginari superstiti della tragedia accaduta il 24 maggio del 1941 al largo di Siracusa, ripercorre la vicenda del transatlantico della Marina mercantile italiana “Conte Rosso”, affondato da un sommergibile britannico, concentrandosi, però, sui sottosuoli dell’anima. La pièce teatrale, tratta dal volume di Giuseppe Bordonali “Uomini del Conte Rosso” – Sovera Editore – è ambientata nel 1971 – 30 anni dopo il disastro – nel fittizio Hotel “Posta” di Augusta che, oltre a luogo di incontro di alcuni sopravvissuti, diviene albergo delle ombre.

L’occasione è data dallo svolgimento di una commemorazione del disastro, a seguito della quale i graziati dal destino disseppelliscono gli arcani dei poveri estinti. In procinto di morte, infatti – è stato sottolineato –, gli esseri umani riescono a dispiegare l’oscuro velo delle loro anime. Così trapelano le vere motivazioni del suicidio del direttore di macchina, che ha chiuso con la vita dopo la confessione della moglie: “Benito non è sangue del tuo sangue”. C’è anche un omicida che ha ucciso la moglie perché, durante la sua assenza, aveva contratto numerosi debiti al gioco e venduto la figlia.

Poiché l’immane sventura del Titanic era ancora viva nel sentire comune, il progettista di questo transatlantico – lungo 180 metri, largo 22 e alto dalla chiglia alle ciminiere ben 39 metri, come un palazzo di 12 piani – aveva pensato di proteggerlo, dotandolo di un doppio scafo e di paratie stagne richiudibili dalla plancia di un comando elettrico. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, lo scafo del costruendo transatlantico fu trasformato per accogliere la prima portaerei britannica della storia, l’HMS Argus”.

Nell’àmbito dello spettacolo, patrocinato dal Comune di Priolo – sindaco Pippo Gianni, assessore allo Spettacolo Alessandro Biamonte – all’interno della rassegna “Benvenuti a teatro”, hanno calcato la scena: Angela Ingala (Lucia), Desirèe Giarratana (Rosa Fiorillo), Salvatore Randazzo (Franco), Francesco Puzzo (ammiraglio Tanzi e Rodolfo Lantieri di Burlò), Daniele Pennuto (Aurelio), Vito Politi (Mons. Bruno e comandante Bellegarde), Patrizia Misseri (cameriera), Nunzio Ianniello (Gaetano Caliuto e dottore), Veronica Strazza (ragazza americana e Cristina). Lo spettacolo teatrale è stato preceduto da un balletto delle danzatrici dell’accademia “Danza & movimento” diretta da Francesca Scacco: su uno sfondo, che era spicchio e specchio di mare, il loro incedere è stato un ondeggiamento armonioso, una spuma marina.

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