Anche il mondo del calcio giovanile rimane alla finestra. E si interroga se e come andare avanti, visto che le strutture sportive restano aperte ma le restrizioni sono troppe. Qualche settimana fa vi avevamo raccontato del malcontento di gestori e addetti ai lavori (Vedi qui il servizio), oggi gli stessi si chiedono come sia possibile organizzare allenamenti e sedute individuali laddove – come nel caso del Palazzolo Calcio – c’è un vivaio con giovani provenienti da ogni angolo della zona montana.
Palazzolo, infatti, ha sempre rappresentato un fiore all’occhiello sotto questo aspetto, del calcio giovanile della provincia. Per la struttura funzionale, la passione dei propri tecnici e la capacità di inglobare calciatori provenienti da tutta la zona montana. E negli anni lo “Scrofani Salustro” è diventato anche epicentro di manifestazioni internazionali giovanili di primo livello, vedi il “Valle degli Iblei”, che ha richiamato addetti ai lavori, procuratori ed ex calciatori di un certo spessore.
Oggi tutto ciò appare più difficile, in virtù proprio delle restrizioni previste che non permettono di organizzare sedute, a danno proprio dei più piccoli. Ne ha parlato Giuseppe Matarazzo, responsabile del settore giovanile del Palazzolo, oltre che tecnico della prima squadra.











