Aggiornato al 25/11/2020 - 11:41

Terremoto in Irpinia, 40 anni fa la tragedia

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Il 23 novembre 1980 alle 19.34 un sisma di magnitudo di 6.9 colpì la Campania, la Basilicata e una limitata area della Puglia causando danni incalcolabili: furono migliaia le vittime, e i feriti, circa 300mila persone rimasero senza un tetto. Un disastro che provocò anche numerose polemiche per la lentezza sia nei soccorsi sia nella ricostruzione.

Il sisma, secondo le stime più accreditate, causò 2.570 morti, 8.848 feriti e circa 300mila senzatetto. Una tragedia umana enorme, paesi bellissimi e suggestivi rasi al suolo. Simbolo di quella tragedia resta il crollo del soffitto della Chiesa Madre di Balvano (Potenza) che seppellì 66 persone, per la maggior parte bambini e ragazzi, di fatto cancellando una generazione del paese.

Oggi quei territori sono stai quasi ricostruiti , ma la ricorrenza del 40/o anniversario restituisce ricordi drammatici, non solo per i lutti e le rovine che quel terremoto provocò: ma anche per i gemiti che nei giorni successivi al terremoto continuavano a salire dalle macerie a causa dei ritardi nei soccorsi, che l’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini denunciò a gran voce.

 

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