“Vi prego dateci una visione” di Valerio Vancheri

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Il Popolo italiano, lo si sa, ha grande capacità di adattamento, fantasia, estro, gusto e inventiva. La pandemia avrebbe potuto essere una grande occasione di rinnovamento: lavoro agile, energia pulita, trasporti e infrastrutture, banda larga, ecologia, nuove forme di insegnamento. Per trasformare le crisi in opportunità, tuttavia, ci vuole una visione, competenza, senso dello Stato. Ci vogliono persone preparate e responsabili. Con la logica dell’uno vale uno, ci siamo invece ritrovati con un Governo che rincorre le emergenze, piuttosto che prevenirle, con una opposizione incartata sulla critica a posteriori senza un’idea alternativa, e soprattutto con un popolo impreparato ed oramai insofferente. Quella logica del “Questo lo dice lei!” anche di fronte al luminare, che ci ha portato, con una battuta, all’inversione dell’onere del sapere.

In un clima del genere, che motivo avrebbero i nostri giovani migliori di dedicare il proprio talento ad un Paese che del talento non si giova? Il vero problema non è la fuga dei cervelli, ma le teste di minchia che rimangono. Da parte mia, sono pronto a rispettare ogni restrizione e prescrizione; ma vi prego: dateci una visione.

Non smetterò di indossare la mascherina: anche perché è così che mi sono accorto di quanti occhi belli ci sono in giro.

 

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